Mariastella Gelmini

Un solo decreto attuativo, sui circa 40 previsti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. E per il resto una serie di provvedimenti fermi, in attesa dei pareri di organi consultivi e commissioni parlamentari, o del vaglio della Corte dei Conti. Che cosa ne è della riforma dell’università a sei mesi dalla sua approvazione?

I quotidiani più attenti all’argomento, in particolare Italia Oggi, hanno sottolineato come la cosiddetta “fase due” della legge 240/2010, quella dei regolamenti e decreti attuativi, proceda troppo a rilento per pensare che la piena attuazione della legge possa avvenire in tempi brevi. E per alcuni dei decreti il termine fissato per l’approvazione è già passato.

Diversa la valutazione che arriva da una nota del ministero guidato da Mariastella Gelmini, secondo la quale l’iter post-riforma “prosegue molto rapidamente, rispettando regolarmente le scadenze poste all’inizio del procedimento”. Dopo di che la nota passa in rassegna i 38 decreti attuativi (gli articoli di questi giorni parlavano di 50) spiegando che 30 sono sul tavolo degli enti consultivi e di controllo.

Insomma, il Miur – che già due mesi fa era intervenuto a sedare le critiche sui tempi lunghi – assicura che entro luglio saranno operativi, quindi pubblicati in Gazzetta Ufficiale, 17 decreti attuativi. Ed entro il mese di settembre anche il resto dei decreti saranno legge. A destare più preoccupazione è il provvedimento che dovrà regolamentare l’abilitazione unica nazionale per i docenti e i relativi concorsi – attualmente bloccati in attesa del provvedimento – su cui nei giorni scorsi si sono appuntate le critiche dell’Adi. Il provvedimento è stato più volte rispedito al mittente dal Consiglio di Stato.

L’attesa per l’emanazione delle nuove norme si incrocia alle fatiche che gli atenei stanno affrontando per approvare entro il 29 luglio i nuovi statuti e i codici etici, anche se con la possibilità di “prendersi” altri tre mesi per ultimare le operazioni.