Riforma Università Governance

Riforma Università Governance

La Governance degli Atenei italiani è uno dei quattro pilastri della Riforma dell’Università pensata dal ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini. Ma in cosa consiste?

Ci sarà l’adozione di un codice etico per evitare le “clientele” e l’assunzione di parenti dentro le università, in modo da garantire “la trasparenza nelle assunzioni” ed evitare, spiega la nota del Miur “incompatibilità e conflitti di interessi legati a parentele”.

Ogni rettore potrà rimanere in carica al massimo otto anni con effetto retroattivo, disciplinando quindi il numero di mandati di un rettore, prima a discrezione di ogni singola università.

Senati accademici (massimo 35 membri) e Consiglio di Amministrazione (massimo 11) avranno funzioni ben distinte: i primi faranno proposte scientifiche, i Cda si occuperanno delle spese di gestione e delle sedi distaccate e avranno il 40% di membri esterni. La norma eliminerà quindi “la confusione e l’ambiguità di competenze tra i due organi che non aiuta l’assunzione della responsabilità nelle scelte”.

Il peso degli studenti in questi organi inoltre aumenterà: al posto del direttore amministrativo arriverà il direttore generale che sarà un manager d’ateneo e che “avrà compiti di grande responsabilità e dovrà rispondere delle sue scelte”. I nuclei di valutazione di ateneo, poi, saranno a maggioranza esterna. Facoltà e dipartimenti saranno semplificati, in modo da “evitare sovrapposizioni”.