Proteste universitari

La mobilitazione del settore della conoscenza prosegue all’insegna dell’alleanza e della solidarietà, anche con gli operai della Fiat contrari al piano dell’ad Marchionne. Studenti e ricercatori continuano dunque a contestare la riforma Gelmini e i tagli dei finanziamenti all’università, ma sono anche impegnati a sostenere le vertenze dei lavoratori dello spettacolo colpiti dal taglio del Fus, Fondo unico per lo spettacolo, degli operatori dei beni culturali preoccupati per la situazione precaria del patrimonio nazionale e di quelli dell’informazione, che hanno subito il dimezzamento dei fondi per l’editoria.

“Nel nome della modernizzazione, del merito e della lotta alle clientele e al baronato si è consumata la morte dell’università pubblica” spiegano gli studenti dell’Unione degli universitari, che sottolineano il denominatore comune tra le politiche del governo e le scelte di Marchionne: “Ci vogliono convincere che per uscire dalla crisi bisogna smantellare i diritti conquistati dopo lunghe lotte”.

Un primo banco di prova dell’alleanza con i lavoratori metalmeccanici della Fiom sarà lo sciopero generale di categoria di venerdì 28 gennaio, con manifestazioni regionali, vari momenti di protesta in tutta Italia e la presenza di studenti e universitari davanti alla fabbrica Fiat di Cassino. Anche da AteneinRivolta arriva la conferma di una mobilitazione all’insegna della “battaglia comune” contro il tentativo di smantellare un modello sociale fondato sui diritti e sulla contrattazione.

Dal canto loro, i ricercatori precari della Rete29Aprile confermano la loro indisponibilità a occuparsi della didattica anche nel secondo semestre dell’anno accademico, “per mettere in evidenza i limiti di una legislazione che fa leva ancora oggi, per il funzionamento degli atenei, sul volontariato della maggior parte dei componenti”.
I ricercatori spiegano come in questa fase sia indispensabile vigilare sulla prima applicazione delle norme contenute nella legge 240/10, la cosiddetta riforma Gelmini. Dal momento che vanno riscritti gli statuti, ad esempio, è importante che si garantisca la partecipazione democratica, paritaria ed elettiva ad ogni organo di governo degli atenei.

Stesso principio di trasparenza e partecipazione va applicato alla massa a punto dei decreti attuativi, alla revisione degli statuti, all’adozione dei regolamenti di ateneo e all’elezione dei rettori, mentre va limitato al minimo previsto dalla legge il numero di membri “esterni” del consiglio di amministrazione. La Rete29Aprile rivolge un appello a tutte le componenti del mondo universitario per un impegno comune a favore dell’università pubblica, annunciando un’assemblea nazionale tra fine febbraio e inizio marzo “per riaffermare dignità e prestigio di questa istituzione”.