riforma servizio civile

riforma servizio civile

Che sia motivato da impegno sociale giovanile o ispirato alla difesa della Patria, il Servizio Civile non è in crisi. A dirlo è il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al servizio civile, Carlo Giovanardi intervenuto ieri alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa all’interno di un convegno dedicato alla riforma del servizio civile e al ruolo delle Regioni.La crescita di interesse verso questo tipo di attività ha richiesto un riordino, e proprio questo è l’obiettivo al centro della proposta di governo, ha spiegato il Sottosegretario.

Tra le proposte di riforma, quella presentata da Giovanardi in Parlamento ha suscitato diverse reazioni. Forte in particolare è stata quella delle Regioni, per cui la proposta di governo limita le funzioni di valutazione e organizzazione e chiede contribuzione economica per poter partecipare. A parlare per le Regioni, ieri, proprio Paolo Polli della regione Lombardia, che ha messo in luce come l’organizzazione del servizio civile nazionale possa avere delle potenzialità per i sistemi di welfare locali.

Ma Giovanardi ha definito insostenibile il quadro attuale in cui le Regioni organizzano ognuna il proprio servizio civile, e soo alcune contribuiscono – con il cofinanziamento – a finanziare quello nazionale. In questo modo ha detto Giovanardi, il servizio civile rischia di diventare un’assistenza per il welfare locale.

Il direttore del Centro Interuniversitario di Studi sul Servizio Civile di Pisa, Emanuele Rossi, ha voluto concludere accettando la sfida del federalismo per la riforma del servizio civile in Italia.