Simone Cristicchi

Il mondo della spettacolo, quello dell’università e quello della cultura in generale: assieme per “resistere” ai tagli e alla precarietà. Da più parti si fa largo la proposta di saldare i diversi fronti di protesta per potenziare l’efficacia delle rispettive azioni. Tutto questo mentre gli atenei chiudono i bilanci facendo i conti anche con l’applicazione della riforma Gelmini, sulla cui attuazione e correzione sono al lavoro i tecnici del ministero.

ANCONA. Nelle Marche gli studenti universitari hanno accolto con soddisfazione le parole di solidarietà ricevute durante il concerto di fine anno, in piazza Cavour ad Ancona, dal cantautore Simone Cristicchi. Questo movimento studentesco – ha dichiarato il musicista romano – “ha avuto il coraggio di alzare la testa contro l’attuale governo” per difendere il proprio futuro con manifestazioni pacifiche che ormai vanno avanti da due anni. Gli studenti anconetani di Gulliver hanno ringraziato il cantante per le parole di apprezzamento invitandolo a un incontro dopo il 10 gennaio, “quando – spiegano – la protesta tornerà a infiammarsi”.

FIRENZE. Nel capoluogo toscano la redazione del bilancio preventivo per questo nuovo anno è stata un’impresa non facile. L’Università di Firenze raggiungerà il pareggio soltanto con le dismissioni del patrimonio immobiliare realizzate a fine 2010 e con il blocco degli scatti stipendiali e dei pensionamenti. Ma il rettore Alberto Tesi fa sapere che nel serbatoio dell’ateneo c’è ancora poco carburante: di questo passo il disavanzo 2012 arriverà a 22 milioni di euro, con altri 18 milioni di passivo l’anno seguente. E per di più non è ancora nota la somma che il ministero dell’Istruzione farà pervenire quest’anno all’università fiorentina.

L’AQUILA. Dall’Aquila gli studenti fanno sapere che a un giorno dalla chiusura dell’esercizio finanziario, il 30 dicembre, è stato registrato alla Corte dei Conti il decreto a firma del ministro Gelmini che taglia del 3,72 per cento i fondi destinati al loro ateneo. “Sono stati decurtati addirittura i fondi previsti dopo il terremoto – accusano gli studenti dell’Unione degli universitari – violando anche gli accordi stipulati per garantire un futuro alla nostra università”. Per questo l’Udu chiede subito un confronto con l’esecutivo per individuare una via d’uscita ed “evitare che in futuro L’Aquila sia soltanto la città dell’edilizia”.

CREMA. Timori per i tagli contenuti nella legge di Stabilità e nella riforma Gelmini anche al Polo didattico e di ricerca universitario di via Bramante. Vincenzo Piuri, direttore del dipartimento di Tecnologie dell’informazione spiega che il ridimensionamento riguarda anche l’ateneo di Milano, alla quale fa capo il Polo di Crema. E anche se Milano è tra gli atenei virtuosi ci sono stati comunque problemi nel chiudere il bilancio. “Come ateneo abbiamo dovuto operare tagli alla ricerca e ridurre i servizi agli studenti” spiega Priuri.