Rettori riforma Gelmini

Tra le novità della riforma universitaria approvata, c’è anche il cambio dei vertici del 60% degli atenei italiani, vale a dire più della metà. I Rettori a vita non ci saranno più, ma al contrario, secondo i dettami della riforma, un Rettore non potrà rimanere in carica per più di otto anni. Al via dunque la stagione dei “Rettori a tempo”.

La riforma dunque tenta di cambiare le regole di governance degli atenei italiani, proponendo un limite temporale a chi governa le singole università. Di fatto dunque questa la novità per i Rettori: in carica non si potrà rimanere per più di otto anni, divisi in due mandati, o per più di un mandato unico da sei anni.

Le nuove regole messe a punto dal Governo, dovrebbero comunque essere pronte per il prossimo autunno. Se così accadrà, diversi saranno i cambiamenti: sei rettori su dieci saranno costretti a lasciare la poltrona alla fine del mandato, senza la possibilità di essere riconfermati. Secondo i piani del Governo infatti il cambiamento dovrebbe avvenire per gradi. Dopo la trasformazione della riforma in legge entro marzo, le università avranno sei mesi di tempo per effettuare il ricambio. Sino ad oggi le regole cambiavano da ateneo ad ateneo, dove di norma, si prediligeva la stabilità piuttosto che il ricambio dei rettori, come documentano i dati a disposizione.