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Cosa faremmo nella vita di tutti i giorni se avessimo dei veri e propri superpoteri? Se lo sono chiesti i ricercatori del Virtual Human Interaction Lab dell’Università di Stanford, scoprendo che avere qualità fuori dal normale ci stimolerebbe a comportarci meglio nei confronti degli altri. In parole povere, con i superpoteri saremmo in grado di assumerci grandi responsabilità senza doverci pensare troppo, proprio come dei supereroi. Secondo la ricerca sarebbe in particolare la capacità di volare a trasformare chiunque, anche gli individui che non si reputano altruisti o coraggiosi, in un piccolo Superman.

Per provarlo, gli scienziati dell’Università di Stanford hanno realizzato un gioco basato su un dettagliatissimo scenario virtuale. All’esperimento hanno partecipato 74 persone, divise in due gruppi ed equipaggiate con sensori, elmetti e visori immersivi stereoscopici 3D. Il primo gruppo è stato virtualmente imbarcato su di un elicottero mentre al secondo gruppo è stata data la capacità di volare proprio come i supereroi. Ai due gruppi sono stati assegnati diversi compiti: uno socialmente pesante e l’altro neutrale. Nel primo caso, bisognava individuare un ragazzino diabetico che si era perso in città e che necessitava della sua iniezione di insulina, nel secondo i partecipanti avrebbero dovuto semplicemente sorvolare la città. La ricostruzione dell’ambiente è stata minuziosissima e resa il più possibile credibile e giustificata sotto il profilo narrativo.

Finita l’esperienza virtuale i volontari sono stati fatti atterrare sani e salvi e lasciati in attesa in una stanza di “decompressione”. Mentre si rilassavano una ricercatrice, intenta a preparare dei questionari, ha finto di far cadere accidentalmente un portapenne. La ricercatrice ha aspettato qualche secondo per iniziare a raccogliere lentamente le penne, così da permettere ai volontari di rispondere a eventuali stimoli di aiuto e intervento.

I risultati della ricerca dicono che chi era stato dotato del superpotere, indipendentemente dal compito che gli era stato assegnato, si è prodigato molto più in fretta per aiutare l’esaminatrice, raccogliendo anche un numero di penne maggiore, rispetto ai passeggeri dell’elicottero. Sei di questi, addirittura, sono rimasti seduti al loro posto con le mani in mano. Insomma, aver avuto un superpotere ha fatto sì che i volontari fossero stimolati ad agire in modo più altruistico rispetto alla media.

In realtà i ricercatori dell’Università di Stanford si aspettavano risultati diversi tra chi aveva un compito sociale e chi ne aveva uno neutrale, anche se sono riusciti comunque a concludere che disporre di superpoteri, anche se solo in un mondo virtuale, porta a pensare come un supereroe una volta rientrati nel mondo reale. Certo, dal raccogliere qualche penna al salvare il mondo ce ne vuole. Ma è già un buon punto di partenza.