ricerca ucla grasso dipende dai geni

Se ingrassiamo troppo la colpa non è solo della vita sedentaria e di un’alimentazione errata, ma soprattutto di alcuni geni. La notizia, che sa di assoluzione per quanti esagerano con grassi e zuccheri al punto da arrivare addirittura all’obesità, viene dagli Stati Uniti dove un gruppo di ricercatori della University of California, Los Angeles (UCLA) ha scoperto che le risposte del grasso corporeo a una dieta ipercalorica sono determinate in gran parte da fattori genetici.

Lo studio, pubblicato su Cell Metabolism, entra per la prima volta nel dettaglio delle risposte metaboliche a una dieta ad alto contenuto di zuccheri e grassi. Gli scienziati hanno condotto degli esperimenti su un’ampia e diversificata popolazione di topi, tenuti in condizioni ambientali il più possibile vicine a ciò che accade agli esseri umani. Nel corso dei test il team di ricerca americano ha inoltre identificato i geni che potrebbero controllare queste risposte metaboliche.

Secondo i ricercatori dell’UCLA, infatti, la quantità di cibo che consumiamo contribuisce in modo piuttosto modesto all’aumento del grasso corporeo e l’obesità sarebbe in buona parte da ascrivere alla presenza di alcuni geni. “La nostra ricerca – spiega Brian Parks, primo autore dello studio e ricercatore della David Geffen School of Medicine della UCLA – mostra una componente genetica molto forte”, presente sia nei topi che negli uomini.

Nei due anni di studio, gli scienziati hanno misurato i tratti che caratterizzano l’obesità, i tessuti adiposi, l’espressione dei geni e la flora batterica intestinale in risposta a una dieta ipercalorica in 100 ceppi endogamici di topi. In questo modo sono state identificate 11 regioni del genoma associate all’obesità e al sovrappeso e molte di queste si sovrappongono ai geni identificati negli studi fatti sugli esseri umani.

Nello loro prime otto settimane di vita, i roditori sono stati sottoposti a una dieta normale per poi passare a un regime alimentare ricco di grassi e zuccheri per altre otto settimane. I ricercatori hanno così misurato il cambiamento nel grasso e raccolto le prove dell’interessamento dei geni, osservando che la percentuale di adipe variava, a seconda del ceppo, da zero a più del 600 per cento. La ricerca ha evidenziato inoltre l’ereditarietà dei cambiamenti nella proporzione del grasso dopo una dieta ipercalorica.