conformismo socialnetwork

I social network sono molto più conformisti di quello che pensiamo. Da utenti facciamo scelte che tendono a minimizzare i conflitti in rete, scegliendo quindi spesso la via dell’imitazione e del consenso. A dirlo sono i matematici della Sissa di Trieste che hanno dimostrato la validità della teoria sociale dell’equilibrio di Heider: gli amici dei miei amici sono miei amici.

Lo studio pubblicato questa settimana su Pnas dai ricercatori triestini è mirato ad analizzare le interazioni tra le persone nei social network, applicando la teoria dello psicologo Heider negli anni Cinquanta. Secondo la ricerca, tutti noi, come utenti di reti sociali, cerchiamo il più possibile di evitare situazioni conflittuali e, per non creare spiacevoli attriti, tendenzialmente adottiamo scelte conformiste, adeguandoci alle scelte degli amici o degli opinion leader.

Come conseguenza si verifica poi un’altra dinamica sociale: tutti gli utenti meno popolari e seguiti vengono tenuti maggiormente a distanza dal proprio gruppo, per non creare instabilità all’interno del network. “Gli amici dei miei amici sono miei amici”, “i nemici dei miei amici sono miei nemici”: sostanzialmente il dissenso crea frustrazione e la maggioranza delle azioni e delle reazioni tenderebbero ad essere quanto più bilanciate.

Gli autori della ricerca della Sissa di Trieste – Claudio Altafini, Giuseppe Facchetti e Giovanni Iacono – hanno verificato che le persone impopolari sono tendenzialmente tenute a distanza dalla maggioranza dei membri della società senza creare conflitti all’interno della comunità stessa. Per togliere ogni dubbio, questa ricerca non è stata svolta su Facebook. I ricercatori si sono infatti basati su Epinions e Shashdot perché – a differenza di Facebook – su questo social network le persone possono esprimere non solo pareri positivi sugli altri utenti della rete (I like) ma anche giudizi negativi.