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Scegliere la facoltà universitaria è uno dei passi più importanti che si compiono nella vita, ecco perché i giovani italiani decidono di seguire i consigli delle persone di cui si fidano di più: genitori, amici e fidanzati/e. Secondo una ricerca condotta dall’Associazione Donne e Qualità della Vita, tra tutti, quelli con la maggiore influenza sono proprio madri e padri, alle cui indicazioni si affida uno studente su due.

La ricerca relativa ai criteri che guidano i giovani nella scelta della facoltà universitaria ha analizzato un campione composto da 1.500 studenti liceali ambosessi. Dai dati raccolti è emerso che a guidare gli studenti sono per lo più le attitudini personali (nel 31 per cento dei casi), ma un peso determinante lo hanno anche i risultati ottenuti nella varie materie durante la propria carriera scolastica (19 per cento) e l’esempio di altri familiari, come zii o fratelli, (17 per cento). Contano anche i motivi logistici e l’attrattiva esercitata dallo stile di vita che caratterizza la città universitaria prescelta (15 per cento), così come il valore del corpo docente dell’ateneo di destinazione (8 per cento). E c’è perfino chi per scegliere il proprio percorso universitario si affida al caso: hanno risposto così il 5 per cento degli intervistati.

Quanto alle figure più influenti nell’indirizzare gli studenti verso questa o quell’altra facoltà, la ricerca mostra che il 47 per cento dei giovani si affida ai consigli dei propri genitori. Questo non solo perché li si ritiene in grado di dare un aiuto determinante nella scelta del percorso di studi più adatto e che offre le migliori prospettive, ma anche in ragione degli aspetti economici connessi, non certo trascurabili in un periodo di crisi. Dopo quelli di mamma e papà, i più ascoltati sono i consigli degli amici (23 per cento) e dei fidanzati o delle fidanzate (21 per cento). Poca fiducia è riposta, invece, nel parere dei propri insegnanti di liceo, i cui suggerimenti sono seguiti solo dal 5 per cento degli intervistati.

La ricerca ha analizzato anche i fattori esterni alla famiglia e alla rete delle proprie conoscenze in grado di influenzare la scelta della facoltà alla quale iscriversi, scoprendo che ben il 21 per cento dei giovani ha come riferimento principale Internet e, in particolare, i social network. Per il 19 per cento degli intervistati, invece, contano la pubblicità e la “reputazione mediatica” dell’ateneo, mentre per il 16 per cento è determinante la notorietà dei rettori e solo il 12 per cento indica come fondamentale la struttura e la tipologia dei corsi proposti dai vari atenei.

Dall’università il 31 per cento degli studenti intervistati si aspetta la prospettiva di un miglioramento economico, il 25 per cento una crescita culturale utili ai fini lavorativi, il 13 per cento considera la formazione terziaria un modo per conoscere nuove persone, mentre il 9 per cento spera sia il primo passo per riuscire ad aiutare economicamente la propria famiglia. E per l’8 per cento del campione, l’aspettativa è che l’università sia il luogo in cui incontrare la propria anima gemella.

Quanto al futuro, circa il 32 per cento degli studenti intervistati prevede di trovare un lavoro una volta conseguita la laurea, ma il 21 per cento non è dello stesso avviso e crede che potrà lavorare solo andando all’estero. Per il 15 per cento del campione, invece, dopo la laurea sarà necessario proseguire gli studi, ottenendo ulteriori specializzazioni, e ben il 7 per cento pensa che per farlo si dovrà comunque andare fuori dai confini italiani. Il 5 per cento degli intervistati, infine, crede che non sarà nemmeno in grado di terminare il proprio percorso di studi.

Se sei incerto sulla scelta della facoltà più adatta a te, consulta la sezione ‘Orientamento’ di Universita.it