ResearchGate social network ricercatori

Migliorare, semplificare e allargare la comunicazione nella e della comunità scientifica internazionale. Questo l’obiettivo di ResearchGate, il social network ideato dall’imprenditore americano – ma berlinese d’adozione – Ijad Madisch, cui partecipano attivamente già tre milioni di iscritti, cioè circa un terzo dei ricercatori e degli scienziati di tutto il mondo. Si tratta del modo più semplice possibile per mettere in condivisione le esperienze e le scoperte di ricercatori lontanissimi, che parlano lingue diverse e attivi in campi anche totalmente differenti, assicurando così l’interdisciplinarità.

L’idea di questo particolarissimo social network dedicato ai ricercatori è stata depositata al centro brevetti di Hannover nel 2008. Da allora ResearchGate è cresciuto dagli iniziali due dipendenti ai 150 di oggi. La sua espansione è stata possibile grazie a investimenti molto importanti, come quello di 40 milioni di euro fatto da Bill Gates lo scorso Giugno. Poche settimane fa anche la cancelliera Angela Merkel ha promesso finanziamenti da parte del ministero della Ricerca scientifica. Scopo dell’imprenditore Madisch e dei suoi colleghi è, però, adesso guadagnare con annunci scientifici e un proprio mercato di prodotti per laboratorio rivolto agli iscritti di questa comunità virtuale.

“Sul nostro sito – spiega Madisch – gli utenti pubblicano risultati di ricerche, aprono discussioni, si confrontano nei forum, stabiliscono contatti a livello personale o istituzionale, tutti insomma cercano una soluzione ai loro problemi”. Nonostante la forte competitività che caratterizza il mondo della ricerca, studiosi e scienziati sono sempre propensi a diffondere i risultati del proprio lavoro e la voglia di tutti sarebbe di riuscire a farlo nei tempi più rapidi possibili, ed è proprio questo ciò che offre ResearchGate. Grazie al social network, infatti, si ha la possibilità di pubblicare “in tempo reale e si riceve un timbro online e un numero d’identificazione che stabilisce dall’inizio e senza dubbi la proprietà intellettuale della scoperta o della ricerca”.

Non pochi i successi finora conseguiti attraverso il social network scientifico. Tra questi, la storia di un matematico messicano che ha trovato un partner di ricerca con il quale ha scoperto la soluzione del cosiddetto problema di Troesch, attraverso il quale si descrive il comportamento delle molecole di gas all’interno di uno spazio limitato. In un altro forum di ResearchGate, per fare ancora un esempio, si sono conosciuti un professore di Chimica organica dell’Università di Cordoba e uno studente filippino, che insieme hanno sviluppato un nuovo catalizzatore per carburante biologico ricavato dall’olio di mais usato per cucinare.