Il ministro Francesco Profumo

Il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca replica dalle pagine del Sole 24 Ore alla lettera aperta che richiamava la sua attenzione sugli effetti dei bandi Prin per la ricerca varati dal suo dicastero il 27 dicembre 2011. Interrogato sul rischio che i fondi stanziati non diano un contributo alla crescita economica Profumo ha replicato che il punto di partenza dell’Italia in questo campo è molto arretrato: se l’Italia ha contribuito versando il 15 per cento dei 50 miliardi del VII Programma quadro, i progetti che riguardano il nostro Paese non superano l’8,5 per cento della cifra totale.

Questo vuol dire che rispetto a quanto stanziato ogni anno si perdono circa 500 milioni di euro. Per questo l’attenzione del Miur si è rivolta all’VIII Programma quadro, denominato “Horizon 2020”, che finanzierà la ricerca per 80 miliardi di euro e che in nostro Paese deve essere in grado di intercettare con maggiore efficienza.

In ministro Profumo definisce anche “poco efficace” il sistema di valutazione dei progetti di ricerca Prin messo in atto finora e spiega che il rimedio è la responsabilizzazione delle università, attraverso una preselezione dei progetti migliori. A tal fine il Profumo auspica la creazione di gruppi di progetto con più partnership: “veri e propri team in grado di interagire al meglio”.

Insomma, il biennio che ci separa dall’operatività del programma Horizon 2020 deve servire al sistema italiano della ricerca come palestra, con priorità per la velocità della selezione e dei contatti a livello internazionale, rispetto ai quali viene stanziata una parte consistente dei finanziamenti.

A questo scopo, spiega ancora il titolare del Miur replicando alla lettera aperta inviatagli da Fabio Beltram e Chiara Carrozza, direttori della Normale e della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, niente correttivi ai decreti del 27 dicembre, Invece il ministro annuncia la partenza, il prossimo 23 gennaio, di un road show finalizzato alla presentazione del programma Horizon 2020, proprio con l’obiettivo di preparare per tempo il sistema e farlo arrivare “allenato” alla scadenza.

Per questo Francesco Profumo si dice ottimista e spiega che il tempo che avrà a disposizione alla guida del ministro servirà a “costruire il Paese di domani”, e che se il sistema dell’istruzione e della formazione sono meglio di quanto appaia, quello che resta da fare è introdurre regole ottimali per il sistema e non per i singoli.