Studenti inglesi

In Inghilterra un quinto delle università ha tagliato in extremis le tasse per il prossimo anno a dispetto delle previsioni di aumento. Una scelta in controtendenza in un momento in cui in tutto il mondo, Regno Unito compreso, gli studenti manifestano contro l’aumento delle rette. I tagli, registra l’Offa, ente britannico per il diritto allo studio universitario, portano il costo medio dei corsi a partire dall’anno prossimo da 8.354 sterline a 8.071. In pratica le università rinunciano a parte delle tasse per aiutare o incoraggiare gli studenti meno abbienti.

Londra South Bank, Aston, Nottingham Trent, Santa Maria, Teesside, Wolverhampton, Cumbria e Southampton Solent sono tra gli atenei che hanno tagliato le loro tasse a 7.500 sterline o meno e hanno concesso un maggior numero di borse di studio. Le altre università che hanno iniziato a ridurre le loro tariffe includono Chester, Chichester, Hertfordshire, Huddersfield, Leeds Trinity e la University of West London.

Anche in Inghilterra, come in altri paesi gli studenti protestavano contro il caro tasse. I cambiamenti dell’ultimo minuto sono giunti in risposta all’annuncio che le università e i college avrebbero ricevuto incentivi se avessero ridotto le loro tariffe. Il governo ha pubblicato un “white paper” secondo il quale le università possono offrire 20mila posti a nuove matricole solo se abbassano le loro rette annuali entro le 7.500 sterline.

La decisione tardiva degli atenei ha causato confusione per migliaia di studenti, molti dei quali hanno già mandato le loro domande di iscrizioni ai corsi, inconsapevoli che le università hanno cambiato le loro tasse e il sostegno finanziario a loro disposizione. L’Offa ha intimato a questi atenei di contattare tutti gli studenti già iscritti per fargli conoscere i cambiamenti dandogli la possibilità di decidere se iscriversi altrove prima della scadenza del 15 gennaio.

Il Sindacato nazionale degli studenti avrebbe preferito un aumento della quantità di borse di studio a disposizione piuttosto che la riduzione delle rette attraverso l’aumento del numero di esenzioni ai prestiti di studio. Liam Burns, presidente del sindacato studentesco, ha detto che le esenzioni sono una “truffa” perché riducono un prestito che alcuni studenti potrebbero non dover ripagare in pieno se non guadagneranno a sufficienza. Per Burns le esenzioni sono un aiuto per il Tesoro, che stanzia meno soldi per i prestiti, ma non portano benefici agli studenti.