Referendum: votare fuori sede

Urne e matitine non conoscono tregua in questa serrata primavera elettorale. In molte città si devono ancora chiudere le elezioni amministrative con il ballottaggio di domenica 29 maggio, ma il 12 e 13 giugno sarà già tempo di tornare al seggio per il referendum con i quattro quesiti sulla privatizzazione del servizio idrico, il nucleare e il legittimo impedimento. Ritmi elettorali non sempre sostenibili, in piena sessione d’esami, per chi studia in una città diversa da quella di residenza. Tuttavia anche per gli studenti fuori sede che non vogliono mancare all’appuntamento con le urne esiste qualche piccolo escamotage per votare lontano da casa, accanto alle agevolazioni per raggiungere il seggio di residenza.

Non tutti sanno infatti che tanto gli studenti quanto i lavoratori fuori sede possono votare anche in una città diversa da quella di residenza, a patto che vengano nominati rappresentanti dei promotori presso il seggio elettorale, per farlo è necessario proporsi al comitato referendario più vicino, quello Vota Sì per l’Acqua Bene Comune, in particolare, ha attivato sul proprio sito una pagina dove è possibile fare la richiesta direttamente. In questo modo, ottenuta la delega del comitato, sarà possibile votare nel seggio prescelto anche se diverso da quello in cui si è iscritti, purché regolarmente muniti di tessera elettorale.

I rappresentati in seggio però non sono infiniti, in ogni sezione ciascun comitato può nominare due rappresentanti per ciascun quesito. Non per tutti dunque sarà possibile intraprendere questa strada. Chi invece sarà costretto a tornare alla località di residenza per esprimere la propria preferenza potrà usufruire di biglietti ferroviari nominativi a tariffa ridotta, che vengono rilasciati dietro esibizione della tessera elettorale e di un documento di identità, con uno sconto del 60 per cento. Mentre per viaggi aerei all’interno dei confini nazionali è possibile chiedere un rimborso del 40 per cento, non superiore però a 40 euro per elettore.

E per chi si trova all’estero? I cittadini italiani che residenti in un Paese straniero per più di 12 mesi sono obbligati a iscriversi all’Aire e votano per corrispondenza, mentre procedure speciali sono previste per dipendenti pubblici, ricercatori e professori universitari in missione temporanea. Nessuna strada invece per chi si trova fuori dall’Italia solo per brevi periodi, salvo quella del rientro.