reazioni udu a rapporto AlmaLaurea sui laureati 2014

Tra calo degli studenti che si iscrivono all’università, indici di rendimento e dati relativi alle condizioni del mercato del lavoro, il XVI Rapporto AlmaLaurea sul profilo dei laureati italiani presenta numerosi spunti di riflessione sulla situazione dei giovani del Bel Paese. Fra le prime reazioni, quella dell’Unione degli Universitari (UDU): “Il rapporto evidenzia che il nostro Paese ha bisogno di investimenti immediati nell’istruzione universitaria”, è stato il commento dell’associazione studentesca.

Puntare sull’università per uscire dalla crisi e per restituire a tutta una generazione di giovani quelle prospettive per il futuro che sembrano essere scomparse: alla luce dei dati offerti dal rapporto AlmaLaurea sui laureati 2014, l’UDU rilancia le proprie richieste al governo. “I dati confermano quello che ripetiamo allo sfinimento: la nostra università ha bisogno di investimenti e centralità nelle politiche governative”, dichiara il coordinatore nazionale Gianluca Scuccimarra. Condizioni perché possa tornare a essere uno “strumento efficace di mobilità sociale, di crescita collettiva e un motore di sviluppo per il Paese”.

I dati del rapporto AlmaLaurea sui laureati 2014 fotografano un’Italia ben lontana dal tasso di laureati degli altri Paesi Ocse e dagli obiettivi UE per il 2020, con un numero di iscritti all’università sempre in calo (-20 per cento circa dal 2003 al 2012). E un mondo del lavoro in estrema difficoltà, con una disoccupazione giovanile al record storico del 43 per cento, ma in cui i laureati sembrano reggere meglio di chi ha soltanto il diploma. Continua Scuccimarra: “Il governo dovrebbe porsi seriamente il problema di come aumentare il numero dei laureati, incentivare gli studenti a immatricolarsi e contrastare l’abbandono“, che vede 16 studenti su 100 lasciare gli studi universitari già al primo anno.

Le ricette? “Noi dell’UDU le abbiamo proposte a più riprese. Bisogna tornare a investire, aprire l’università eliminando lo scempio dei numeri chiusi e potenziare molto l’orientamento per gli studenti delle superiori”. Tema, quest’ultimo, che anche il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha recentemente dichiarato dover essere priorità per il MIUR.