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Diverse sono le reazioni alle proposte di riforma del servizio civile da parte dei soggetti interessati alle dinamiche che ruotano intorno alla questione.

In particolare, la posizione della Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile (CNESC) è favorevole rispetto alla proposta formulata da governo. In una recente intervista il presidente Primo di Blasio ha dichiarato che la proposta “Giovanardi” è quella che si pone più in linea con gli obiettivi dell’ente, in quanto mantiene inalterato il carattere unitario del servizio civile nel territorio nazionale.

Restano però alcuni aspetti insoluti, secondo il parere del CNESC.

Questi riguardano, ad esempio il fatto che non viene fissato un contingente minimo annuale di volontari e che non si prevede la possibilità di partecipazione da parte dei cittadini stranieri, cosa che sarebbe auspicabile per favorirne l’integrazione.

Negativa, invece, la reazione del CNESC alle proposte di riforma del servizio civile del PD e della Lega Nord. Quello che viene criticato è una visione eccessivamente regionalistica del servizio civile che rischia di spostare l’attenzione dalla centralità dei giovani alla necessità di soddisfare problemi specifici dei singoli territori, sostituendosi così a delle carenze di welfare.

Di parere contrario sono invece le Regioni e gli Enti locali che si sono espresse a favore delle proposte del PD e della Lega proprio perché ritengono che debba essere delle Regioni il compito di valutare i progetti che si addicono maggiormente alle esigenze del territorio.

La proposta del Governo, al contrario, viene considerata generica, imprecisa e svincolata dall’effettiva esperienza maturata nel rapporto tra i giovani e i propri territori. Inoltre il centralismo della proposta viene considerato eccessivo e in controtendenza rispetto alle tanto enunciate politiche federaliste.

Dunque non è facile stabilire quale sia la migliore proposte di riforma per il servizio civile, che resta una materia molto complessa e ricca di risvolti che interessano diversi soggetti. Quello che conta, però, è che si sia avviato  l’iter di riforma di in un’istituzione che merita di essere valorizzata per il bene della nazione.