rdb università

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L’università pubblica non si tocca. Questo lo slogan che ha motivato le rappresentanze sindacali di base, RdB dell’Università, nel presidio di protesta indetto per la giornata di ieri a Roma. Ricercatori e lavoratori delle università insieme a studenti universitari e della scuola, hanno tenuto un’assemblea davanti alla sede della Conferenza dei rettori delle università italiane per protestare contro il ddl Gelmini.

Una data non casuale, quella di ieri, in cui si è svolta l’assemblea generale della stessa Crui. Tra gli obiettivi principali dei manifestanti c’era proprio quello di invitare i rettori a prendere una posizione nei confronti del carattere pubblico dell’Università. Una presa di posizione, che in qualche modo c’è stata.

I rettori, stando a quanto dichiarato in una nota dall’RdB Università – hanno interrotto i lavori per ricevere i manifestanti. L’incontro tra rettori, ricercatori e studenti ha visto al centro il ddl Gelmini. In particolare i manifestanti hanno chiesto ai rettori di portare all’interno degli atenei la discussione  sulla riforma dell’Università in modo tale da coinvolgere tutta la comunità accademica in un dibattito aperto.

I rettori delle università italiane, stando alle dichiarazioni dei manifestanti, si sono mostrati concordi con questa impostazione, impegnandosi a coinvolgere nel dibattito tutti i lavoratori e gli studenti degli atenei, e ad aprire tavoli di concertazione con i sindacati per quanto riguarda l’applicabilità della Legge 150 al personale amministrativo delle università.