Laurea

Giovani italiane intervistate a qualche anno dalla laurea: quale sarà il loro bilancio per quanto riguarda università e formazione? Se lo è chiesto il secondo Rapporto Bachelor “Giovani laureate in cammino tra università e carriera” che nei giorni scorsi ha reso noto alcune anticipazioni nell’ambito del più ampio rapporto completo che sarà presentato a novembre. L’indagine ha raccolto le opinioni di 1.000 donne che hanno un titolo di laurea (vecchi ordinamento o magistrale) nel 2007 e i dati riservano qualche sorpresa positiva, in tempi non felici per i giovani.

Le laureate italiane, infatti, sono in massima parte soddisfatte della loro esperienza nelle università italiane: il 75 per cento delle intervistate si iscriverebbe nuovamente alla stessa università in cui ha conseguito la specialistica. Quanto al corso di laurea, invece, c’è qualche ripensamento in più: una laureata su 3 (ovvero il 32 per cento delle intervistate) cambierebbe facoltà, una propensione che aumenta tra le laureate in area giuridica, politico-sociale e umanistica.

Se la soddisfazione è generale tra le intervistate, le più convinte sono però le laureate che hanno frequentato un ateneo nel Nord Italia: la differenza rispetto alle colleghe del Sud è di 14 punti percentuali, di 11 punti rispetto a quelle del Centro.

Ma quali sono gli elementi che contribuiscono alla valutazione complessiva della propria esperienza accademica: in primis la vicinanza a casa dell’ateneo (una opzione che raccoglie i consensi di più della metà delle intervistate), mentre in secondo piano tra le caratteristiche favorite troviamo la reputazione dell’ateneo (36 per cento). Seguono tra i parametri valutati positivamente la qualità della facoltà prescelta, dei docenti e dei servizi. Molto meno rilevante è il peso delle tasse universitarie (importante solo per 10 per cento delle intervistate).

Non tutti i giudizi però sono entusiastici: il Rapporto Bachelor evidenzia infatti anche che l’8 per cento delle intervistate, se potesse tornare indietro, non proseguirebbe più gli studi dopo il diploma. Una percentuale che sale tra le laureate del Sud e tra quelle oggi disoccupate.