nelle universita europee occorre rafforzare la didattica

Non basta la ricerca, va rafforzata anche la didattica. A suggerirlo è il Gruppo di alto livello sulla modernizzazione dell’istruzione superiore dell’UE che, in un rapporto commissionato dalla Commissione Europea lo scorso Settembre, sottolinea la necessità che, entro il 2020, tutto il personale docente delle università del Vecchio continente riceva una formazione pedagogica certificata.

Il gruppo, guidato dall’ex presidente dell’Irlanda Mary McAleese, annovera tra i propri membri illustri accademici europei e il presidente di Microsoft Corporation in Europa Jan Muehlfeit. Nel rapporto stilato per la Commissione sono contenute 16 raccomandazioni finalizzate a sostenere l’assunto di base, ovvero che le istituzioni dovrebbero mettere in atto una strategia per il sostegno e il miglioramento continuo della qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento. Come? Investendo il giusto livello di risorse umane e finanziarie per dare all’insegnamento la stessa dignità di cui gode ora la ricerca.

La Commissione Europea, nella figura del Commissario per l’Istruzione Androulla Vassiliou, si è già detta disponibile ad attuare le raccomandazioni, in quanto non richiedono grandi quantità di spese supplementari. “Accolgo con molto piacere la proposta che a tutti i docenti universitari dovrebbe essere insegnato come insegnare”, ha dichiarato Vassiliou.

Effettivamente, già da tempo nelle università europee l’importanza della didattica aveva bisogno di un maggiore riconoscimento, soprattutto ai fini della carriera dei docenti, oltre che di un controllo più strutturato. L’ingresso del personale accademico, la progressione e la promozione dovrebbero tenere conto di una valutazione della competenza didattica, assieme ad altri fattori.

Un ruolo determinante deve essere svolto anche dalle autorità pubbliche responsabili dell’istruzione terziaria, che si dovrebbero preoccupare di garantire l’esistenza di un quadro sostenibile e ben finanziato per appoggiare gli sforzi delle università europee per migliorare la qualità della didattica e dell’apprendimento.

Infine nel rapporto viene indicata la necessità della creazione di un’accademia europea per la didattica e l’apprendimento, guidata dalle parti interessate e ispirata alle buone pratiche che emergono dalla relazione. I funzionari hanno, però, dichiarato che è troppo presto per dire quanto l’istituto possa costare e dove potrebbe essere stabilita la sua sede.