incontro rettori atenei del sud con ministro carrozza su decreto punti organico

Lezioni ferme oggi in diciassette atenei del Sud per protestare contro il nuovo sistema del turnover previsto dal decreto sui ‘punti organico’, con cui verrà gestita l’assegnazione dei posti disponibili per le assunzioni a fronte dei pensionamenti. Tale sistema va a colpire soprattutto il mondo universitario meridionale, che così – vista la già difficile situazione economica in cui si trova e gli introiti più bassi rispetto al totale delle spese – avrà minore possibilità rispetto agli atenei del Nord di sostituire chi va in pensione. Per tentare una mediazione sulla questione, i rettori e il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, si incontrano oggi a Roma.

Già da una decina giorni gli atenei del Sud lavorano al blocco della didattica come protesta contro il decreto sui ‘punti organico’: ciò che sorprende di più è l’inedita alleanza che si è venuta a creare tra studenti, ricercatori e professori precari con i dirigenti a capo delle indebitate università meridionali. I direttori generali di undici atenei statali di Campania, Basilicata, Puglia e Calabria, ad esempio, fanno sapere al ministro Carrozza che si sono uniti per supportare l’azione dei loro rettori, poiché “con il decreto varato – scrivono – non riusciamo più ad assumere nessuno”. Oltretutto, secondo loro “il costo standard dello studente deve essere parametrato sulla realtà territoriale in cui lo studente vive”.

In mattinata assemblee all’Università del Salento, a Foggia, al Politecnico e all’Università di Bari. All’Aldo Moro l’assemblea andrà addirittura avanti fino a sera e si aprirà alla città in quella che è stata battezzata “Open night”. Alla Federico II di Napoli, invece, blocco della didattica di tre ore, a partire dalle undici. E ancora, iniziative simili verranno intraprese in altri atenei del Sud, come in quella del Molise, all’Orientale di Napoli e all’Università della Calabria.

Per il rettore di Foggia, Giuliano Volpe, “la strategia è lucida e diabolica, vogliono chiudere – dichiara – le nostre università”. Alberto Campailla, portavoce degli universitari di Link, afferma invece: “Se il governo non provvederà a inserire nella legge di stabilità un correttivo rispetto al decreto Punti organico, si assumerà la pesantissima responsabilità politica di chiudere tanti atenei del Sud Italia”.

Maria Chiara Carrozza, con cui oggi si terrà un incontro a Roma, ribatte spiegando che sul decreto non si può tornare indietro e chiede ai rettori del Sud “di essere ambiziosi”, mentre spiega agli atenei più piccoli che “l’unico modo per evitare rischi di chiusura è quello di consorziarsi con gli atenei maggiori”. Inizialmente, l’incontro con il ministro sarebbe dovuto avvenire all’Università Federico II di Napoli, poi – per evitare problemi – si era deciso di spostarlo all’Università Orientale. Infine, poiché anche questa soluzione era apparsa a rischio, Carrozza ha rinunciato a scendere al Sud e, per oggi, ha chiesto la convergenza dei rettori a Roma.