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Le università, rispetto ai decenni passati, sono piene di donne. Eppure le opportunità di carriera all’interno degli atenei non sono le stesse rispetto ai colleghi uomini. Lo spiega il Dipartimento per le Pari Opportunità del Governo, che ha da poco firmato un protocollo d’intesa con la Conferenza Nazionale dei Comitati Pari Opportunità delle Università Italiane.

L’obiettivo? Promuovere l’inserimento delle donne nel contesto della carriera universitaria e valorizzare il contributo che già ora le studiose e ricercatrici italiane mettono a disposizione del sistema accademico.

L’Italia, spiega il Dipartimento del Governo per le Pari Opportunità, presenta alcune criticità rispetto agli altri Paesi Europei, soprattutto per quanto riguarda il settore scientifico, dove le donne sono presenti ma non raggiungono posizioni importanti quanto quelle dei colleghi maschi.

La soluzione, condivisa dal Capo del Dipartimento, Isabella Rauti, e dalla Coordinatrice della Conferenza Nazionale dei Comitati Pari Opportunità delle Università Italiane, Rita Biancheri, è quella di far emergere le donne all’interno dei contesti accademici.

Per fare ciò, spiega il protocollo d’intesa, già firmato nel 2007 e rinnovato pochi giorni fa, è stato istituito un gruppo di lavoro che si impegnerà a livello nazionale su vari fronti.

Primo fra tutti quello del monitoraggio delle carriere in un’ottica di genere. Ci saranno poi delle proposte di azioni e politiche volte a favorire l’accesso alla carriera universitaria e allo stesso tempo si studieranno forme di intervento che favoriscano la conciliazione vita-lavoro. Infine il gruppo interuniversitario si impegnerà a sviluppare gli studi di genere all’interno delle varie discipline presenti nei corsi di laurea.