chirurgia università lombardia

chirurgia università lombardia

Una Rete regionale integrata per coordinare le attività assistenziali, di didattica e di ricerca che si svolgono in Lombardia. Questo è quanto prevede il progetto di legge approvato ieri in Commissione Sanità del Consiglio regionale: con la stipula di un protocollo generale tra Regione e università lombarde, verranno disciplinati i rapporti tra le Facoltà di medicina e chirurgia e i soggetti pubblici e privati accreditati a contratto sul territorio regionale, riferisce una nota.

Il progetto di legge definisce e disciplina compiti, ruoli e rapporti tra Regione e università che hanno la loro sede sul territorio regionale. Le attività verranno coordinate appunto attraverso una Rete regionale integrata di cui faranno parte i poli universitari, gli ospedali e le strutture territoriali collegate.

Per ciascun polo universitario viene identificata la struttura sanitaria principale, intorno alla quale ruoteranno la maggior parte dei corsi e delle attività della Facoltà di medicina e chirurgia.

È previsto anche un Organo di programmazione congiunta, composto dal rettore, dal preside della Facoltà di medicina e chirurgia, dal direttore amministrativo dell’università, dal direttore generale, dai direttori sanitario e amministrativo dell’azienda sanitaria.

Con questo progetto di legge, elaborato dopo una serie di audizioni con i rettori delle università di Milano, Milano-Bicocca, Brescia, Pavia e dell’Insubria, viene anche istituito il Comitato di indirizzo e coordinamento (Cic), la cui composizione di base prevede la presenza del presidente della Regione, degli assessori e dei direttori generali competenti, dei rettori delle università e dai presidi delle Facoltà.

Nel rispetto dell’autonomia universitaria, nella formazione didattica di base e specialistica, le Facoltà di medicina e chirurgia privilegeranno le Unità operative delle aziende sedi dei corsi universitari. Gli specialisti ospedalieri concorrono alla formazione didattica di base e specialistica. Il provvedimento deve ora essere valutato dalla Commissione Bilancio, per la sua copertura finanziaria, prima di passare all’esame del Consiglio regionale.