borse studio tagli

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E’ in conclusione oggi la due giorni di proteste degli studenti universitari, già annunciata dall’Udu nei giorni scorsi, accesa dal dibattito sui presunti tagli alle borse di studio previsti in finanziaria in relazione alla riforma dell’Università del Ministro Gelmini.

“Gli studenti non possono accettare il taglio rispetto al 2010  – aveva dichiarato due giorni fa Giorgio Paterna, coordinatore Udu in occasione dell’inizio delle proteste – tagli che ammontano all’89% per il 2011 e al 95% per il 2013 e che cancelleranno il diritto allo studio dalla spesa pubblica e, nei fatti, l’articolo 34 della Costituzione”.

“Inaugurate” a Perugia dal Premio Nobel Dario Fo con un intervento alla facoltà di ingegneria, le proteste hanno proseguito in diverse città, con cortei a Brescia, Pavia, Ferrara, Firenze, fino a Forlì e Palermo. Proprio nel capoluogo siciliano si è svolta ieri un’assemblea con la partecipazione di più di 300 studenti, sui tagli al diritto allo studio che si è conclusa con un sit-in davanti alla mensa, sfociando nell’occupazione degli Uffici dell’Ente per il diritto allo studio (ERSU).

Erano giunte nei giorni scorsi le rassicurazioni del Ministro Gelmini, chiarendo che “i tagli alle borse di studio sono basati su notizie infondate“, smentendo l’allarmismo diffusosi tra gli organi di informazione e gli studenti. Tuttavia i chiarimenti non sono stati accolti con fiducia dalla comunità di studenti e, spiega Paterna, “la questione dei fondi per i Ministri sta diventando un gioco di potere”.