Proteste studenti

Mentre il governo Monti chiedeva la fiducia al Senato, 150 mila studenti scendevano in piazza ieri per chiedere al neo-presidente del consiglio di fermare subito l’attuazione della riforma Gelmini e di investire sull’istruzione e sul diritto allo studio.

Con le proteste che hanno invaso le città capoluogo, in qualche caso con episodi di scontri e cariche delle forze dell’ordine, gli studenti hanno subito esplicitato la loro perplessità sulla composizione e sul programma dell’esecutivo di “impegno nazionale”, come lo ha definito lo stesso Mario Monti.

“Siamo scesi in piazza per manifestare contro i tagli e le politiche del governo precedente – spiega in una nota la Rete della conoscenza -, ma anche per dire che non ci fidiamo di quello che lo ha sostituito”. Gli studenti sono infatti preoccupato per le parole dello stesso Monti, che al Senato ha confermato la volontà di portare a compimento la fase di attuazione della riforma dell’università che porta il nome dell’ex ministro Mariastella Gelmini, la quale però aveva come consigliere l’attuale titolare del ministero dell’Istruzione, Francesco Profumo.

Nel suo discorso a Palazzo Madama per chiedere il voto di fiducia, il presidente del consiglio ha fatto riferimento al varo dei decreti attuativi della riforma auspicando una “rapida e rigorosa attuazione” degli incentivi basati sulla valutazione del sistema universitario.

Queste parole hanno subito raffreddato gli animi di chi interpretava come un segnale di apertura le parole del ministro Profumo, il quale ha dichiarato di volersi confrontare con i ragazzi visitando scuole e università, ma poi ha confermato che l’iter attuativo della riforma va portato a termine.

Al ministro dell’Istruzione appena insediato e al governo Monti gli studenti che hanno portato in piazza le loro proteste chiedono un segnale netto di rottura rispetto alla riforma Gelmini e annunciano la loro mobilitazione permanente dando appuntamento al 26 novembre, quando torneranno in piazza “per un’altra scuola ed un’altra università” al fianco del Forum dei movimenti per l’acqua pubblica.