Studenti colombiani

Gli studenti universitari di tutta la Colombia stanno organizzando una grande manifestazione la prossima settimana contro i piani del nuovo governo che vorrebbe riformare il settore dell’istruzione superiore del Paese e consentire alle università di diventare enti a scopo di lucro.

La proposta del governo mira a  espandere il sistema universitario colombiano dagli attuali un milione e seicento posti per studenti negli atenei a 2 milioni e duecento entro il 2014 facendo in modo che il 50 per cento dei ragazzi colombiani si iscriva all’università. Il piano impiegherà anche un milione e mezzo di dollari per creare nuove risorse nel settore istruzione nei prossimi anni.

Il nuovo presidente colombiano Juan Manuel Santos in un discorso nella capitale Bogotà, ha indicato i quattro obiettivi principali per il progetto di riforma dell’istruzione superiore: aumentare qualità, risorse, pertinenza e trasparenza. In particolare, il suo governo vuole aumentare la rilevanza globale del sistema di istruzione superiore della Colombia e renderlo più competitivo a livello internazionale.

L’obiettivo è che i giovani colombiani, in particolare quelli provenienti da ambienti svantaggiati, si iscrivano in massa all’università portando l’istruzione in linea con le tendenze globali e nuove tecnologie. Santos ha detto: “Vogliamo favorire l’internazionalizzazione del curriculum e la qualità del nostro sistema, in modo che i nostri professionisti possano avere le porte aperte in tutto il mondo”.

Nonostante ciò la proposta non è stata apprezzata dagli studenti che hanno programmato una grande manifestazione in opposizione alla riforma. Essa sarà preceduta da un simposio di grandi dimensioni a Bogotà con relatori nazionali e internazionali che discuteranno le proposte di riforma e offriranno esempi paralleli di altri paesi.

Andres Alvarez, un portavoce per la Colombia University Students Association, ha dichiarato: “Trasformare l’università in un sistema legato al profitto non vuol dire migliorare l’istruzione del Paese ma significa voler alimentare guadagni privati”. Sergio Fernandez, un rappresentante della National University Student Council fa eco dicendo: “C’è da chiedersi, questa riforma sarà effettivamente favore delle comunità povere o intende soprattutto favorire il settore finanziario”.

“L’istruzione pubblica, se vuole essere competitiva, non può negare la possibilità di investimenti privati. E ciò, per essere chiari, non significa privatizzazione”, ha ribattuto Santos. Ha spiegato poi le sue ragioni: “In passato gli istituti di istruzione superiore non dovevano avere scopo di lucro; ciò ha limitato le opportunità di investimento privato nel settore limitandone lo sviluppo. Per queste ragioni proponiamo di creare istituti di istruzione superiore privati“.