Ateneo Verona

Estrema destra e sinistra manifestano a Verona contro Francesco Profumo. Il ministro dell’Università e Ricerca è giunto questa mattina nel capoluogo scaligero in occasione dell’inaugurazione del 29esimo anno accademico dell’ateneo scaligero.

Non si sono verificati incidenti, solo qualche momento di tensione quando il gruppo dei militanti di sinistra dai corridoi dell’Università, è stato fatto uscire all’esterno dalle forze di polizia. I giovani esponenti di Forza Nuova avevano invece sfilato poco prima fino all’entrata dell’Università, recitando slogan contro i tagli al mondo della scuola. Le motivazioni della protesta erano le medesime anche per i giovani dei centri sociali, che nei corridoi hanno esposto cartelli con scritto “C’è Profumo di Gelmini ieri e oggi” e “Fuori i privati e gli speculatori”.

Oggi alle 16 Profumo si sposterà a Padova, per inaugurare l’anno accademico del Bo, dove si annunciano altri episodi di contestazione. Intanto, mentre il ministro dice basta a ulteriori tagli e annuncia la sua road map per aprire l’università agli studenti stranieri, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia approfitta della visita di Profumo per proporre al ministro la sua idea per il rilancio dell’università. Atenei autonomi in una logica federalista, e un rigoroso codice etico con norme “anti-parentopoli” per l’accesso alle cattedre tra le principali proposte di Zaia.

Sottolineando che in Veneto un giovane su quattro è disoccupato e uno su tre è precario, il governatore ha messo in luce la necessità della costituzione di un polo del sapere che dia spazio ai giovani meritevoli e crei le condizioni per offrire spazi a nuovi ricercatori. Zaia richiede inoltre la creazione di un rating specifico per le università italiane, per premiare gli atenei meritevoli e impedire che i finanziamenti vadano dispersi.

Per esaltare le eccellenze accademiche venete il presidente della Regione sottolinea ancora la proposta dell’applicazione di un sistema federale che conceda agli atenei la maggiore autonomia possibile. “Le università devono avere come riferimento le comunità regionali, e devono potersi dare costituzioni autonome, avere piena libertà di corsi e di ricerca, poter adottare metodi di contabilità non statali, ma di tipo privatistico”, conclude Zaia nell’appello a Profumo.