flop prestito d'onore per studenti

Sono passati pochi anni dalla stipula dell’intesa tra il governo e l’Agenzia Bancaria Italiana (ABI), per il prestito d’onore riservato agli studenti. E in questo lasso di tempo sono state solo poche centinaia – meno di 600, per la precisione – i giovani che sono riusciti a ottenere un finanziamento. Insomma, l’operazione si è rivelata un mezzo flop.

Alcuni imputano l’insuccesso alla scarsa informazione riguardo al prestito d’onore per studenti- che altro non è che un finanziamento a tasso agevolato per completare o perfezionare gli studi universitari – e chiamano in causa anche la normativa, piuttosto contorta, che lo regola. Come se non bastasse, l’intesa governo-ABI ha trovato una scarsa adesione da parte degli istituti bancari: sono in tutto 21 le banche firmatarie dell’accordo, ma mancano all’appello alcuni dei maggiori gruppi italiani. Inoltre, talvolta le banche applicano tassi che non sono così convenienti.

Il prestito d’onore è rivolto agli studenti di età compresa tra i 18 e i 40 anni, che abbiano conseguito il diploma con votazione minima di 75/100 e che siano iscritti a un corso di laurea triennale, specialistico o magistrale. Il prestito, se ottenuto, viene versato in rate annue variabili tra i 3mila e i 5mila euro, a patto che lo studente abbia regolarmente pagato le tasse universitarie e abbia ottenuto almeno la metà dei crediti previsti per quell’annualità. Le condizioni potrebbero sembrare allettanti, ma di fatto l’entusiasmo nei confronti di questo strumento finanziario è molto tiepido, per non dire freddo.

A determinare il flop del prestito d’onore per studenti contribuisce in maniera determinante soprattutto il fatto che la cifra ricevuta vada restituita entro 30 mesi dalla laurea, cosa non sempre agevole, viste le difficoltà nel trovare un lavoro in tempi rapidi. Inoltre, gli interessi che si devono corrispondere scoraggiano moltissimi dal percorrere questa strada. Infatti, essi maturano fin dal primo giorno e, ipotizzando di aver ricevuto 25mila euro (il massimo del finanziamento), ci si ritroverebbe a doverne restituire alla banca più di 32mila.

Per tutte queste ragioni, il prestito d’onore per studenti che altrove – come negli USA, e in generale nel mondo anglosassone – rappresenta un fenomeno di massa, da noi si è rivelato un flop e si è arrivati a spendere solo 5,4 milioni dei 19 stanziati dall’intesa governo-ABI nel fondo dedicato. Ma il prestito d’onore non è la sola iniziativa rivolta al sostegno degli studenti universitari a far registrare una falsa partenza. Anche il recente provvedimento annunciato del governo Letta, cioè le borse di studio per la mobilità nazionale degli studenti meritevoli, per il momento rimangono una chimera, visto che non è stato emanato ancora nessun bando.