Marco Mancini, nuovo presidente della Crui

Subito una mozione per introdurre le quote rosa nel sistema universitario. E in futuro, dopo che l’Anvur sarà operativa valutando ricerca e didattica, gli atenei potranno scegliere i propri docenti liberamente, innescando una competizione per accaparrarsi quelli migliori. Mette subito sul tavolo due carte pesanti il neopresidente della Conferenza dei rettori, Marco Mancini, eletto con 62 voti contro i 7 del suo sfidante, il rettore di Sassari Attilio Mastino.

Il nuovo capo della Crui ha ricevuto, tra gli altri, gli auguri di buon lavoro del ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini, che si è detta certa della continuità nel rapporto di proficua collaborazione, rapporto già cominciato durante la reggenza di Decleva, quando Mancini era segretario generale.

Il neopresidente ha risposto fermamente anche alle critiche mosse dal suo antagonista Mastino, che chiedeva alla Crui di assumere una posizione più netta sui tagli e sulle ricadute della riforma dell’università. “La Crui non è un sindacato” ha replicato Mancini, chiarendo che l’istituzione di cui ora è al vertice non può prestare il fianco a strumentalizzazioni politiche.

Da parte sua, il rettore sassarese, che per la prima volta ha proposto una candidatura alternativa per la guida della Conferenza, ha tenuto a precisare che “non vi è alcuna acredine” nei confronti del nuovo presidente augurandogli di rappresentare al meglio “la complessità del sistema universitario e di ottenere importanti risultati nell’interesse collettivo“.

Le prime battute da presidente del rettore della Tuscia non possono prescindere dal tema dei finanziamenti agli atenei. E Mancini annuncia che si batterà subito perché siano attribuite nuove risorse, difendendo allo stesso tempo il lavoro svolto finora dalla Crui per arginare i tagli nonostante la difficile congiuntura economica.