Renato Brunetta

“Questa è l’Italia peggiore”. A giudicare dalle proteste scatenate dalla frase servita a freddo dal ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta durante un incontro nell’ambito della Giornata nazionale dell’Innovazione, ci si poteva attendere una marcia indietro post-incidente.

Invece no, il ministro nei suoi interventi sulla stampa e sulla radio, ha riconfermato in pieno tutte le sue dichiarazioni, da quelle più ponderate a quelle più di “istinto” pronunciate in seguito al blitz di un gruppo di manifestanti contro il precariato nella Pubblica amministrazione.

Ma il ministro non ci sta, parla di strumentalizzazione e mette in rete la sua versione dei fatti, fatti d’altro canto già abbastanza chiari agli utenti che hanno avuto a disposizione riprese dell’evento e video sparsi nella rete. Un video in cui racconta l’interruzione di una attivista contro il precariato, che definisce azioni squadriste che “potrebbero essere organizzate diversamente, per esempio sulla rete”.

Proprio la rete pero non si è fatta ripetere l’invito, e continua a “bacchettarlo” e attivare proteste in diverse forme, dai classici post di blog fino al flusso e all’azione virale sui social, tra cui Twitter in modo preponderante.

L’hashtag #lavoriprecaridibrunetta è stato infatti tra i temi più caldi della giornata sul social network, con cui gli utenti ironicamente hanno pensato ai lavori “impossibili” che il ministro potrebbe svolgere, in risposta alle aspre critiche dello stesso Brunetta contro determinate categorie di precari.

Parafulmine umano, l’omino dell’allegro chirurgo fino al testimonial non retribuito di uno spot del Pd, la fantasiae la creatività non ha davvero avuto limiti. Ironia e sarcasmo che però hanno la principale funzione di “ganci” per movimenti di protesta più ampi, che vedono in prima linea precari della scuola e dell’università.