Polito social network

Una community attiva e solidale. È questo il principale risultato a cui ha dato vita la presenza sui social network da parte del Politecnico di Torino. Universita.it, che ha censito al quinto posto della classifica “social” per numero si “like” l’ateneo guidato fino allo scorso anno dallattuale ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, ha approfondito con lo staff dell’ufficio stampa alcune questioni legate alle strategie messe in campo per vitalizzare con informazioni e servizi utili i profili social.

Su quali social network siete presenti? Avete pagine e profili ufficiali?
Il Politecnico di Torino ha una pagina ufficiale su Facebook, un profilo su Twitter e su Flickr. Rispetto ai dati della rilevazione alla base della vostra ricerca (http://www.universita.it/classifica-universita-italiane-facebook-2012/), negli ultimi mesi la pagina di Facebook ha visto crescere in modo rilevante i suoi fan, registrando quasi 15.000 “mi piace”.

Chi si occupa delle pagine social per il vostro ateneo e che tipologia di contenuti veicolate?
Se ne occupa l’Ufficio Relazioni con i Media proponendo contenuti differenti a seconda del canale utilizzato. In particolare, dal momento che gli utenti della pagina di Facebook sono in gran parte studenti, su questo canale comunichiamo soprattutto iniziative e notizie di interesse per gli studenti e cerchiamo di dare risposte alle domande degli utenti, che riguardano generalmente il funzionamento dell’ateneo, i servizi, l’orientamento. Sempre di più, cerchiamo comunque di fornire contenuti multimediali, che si adattano meglio alle caratteristiche del mezzo e generano più viralità dei post. Sempre attraverso Facebook, promuoviamo gli eventi di ateneo rivolti a un pubblico ampio, anche attraverso l’apposito strumento previsto dal sistema. Su Twitter cerchiamo invece di fornire contenuti prevalentemente legati alla ricerca e alla vita del Politecnico, fornendo anche in modo diretto le informazioni rivolte ai giornalisti. Utilizziamo Flikr in modo ancora piuttosto ridotto, comunque per dare visibilità a eventi e iniziative.

Avete un piano di sviluppo delle attività o per ora siete fermi a una gestione “ordinaria”?
Abbiamo intenzione di potenziare ulteriormente la comunicazione attraverso i social network, anche con esperienze su nuovi canali, primo tra tutti Youtube. Oltre ad aumentare il numero di canali, poi, vorremmo potenziare l’utilizzo di quelli già consolidati, in una direzione sempre più multimediale.

Che riscontro avete avuto in termini di gradimento e utilità percepita dagli studenti?
Abbiamo verificato che gli studenti si comportano su Facebook come una vera community, facendo circolare le informazioni di interesse e trovando anche in modo autonomo le risposte alle domande poste dagli utenti. Il tutto, però, con la verifica delle informazioni da parte dell’ateneo, che garantisce il valore aggiunto della “certificazione” dell’autenticità delle informazioni che si trovano sul sito, siano esse postate dall’ateneo stesso o direttamente dagli studenti.

I social media possono essere un driver di innovazione per gli atenei? Avete iniziative in cantiere legate a questo specifico aspetto?
Sicuramente i social media costringono gli atenei ad innovare il loro modo di fare comunicazione, adattandosi ai tempi e alle forme proprie della rete. Stiamo sperimentando alcune modalità di utilizzo dei social durante gli eventi, in particolare quelli rivolti agli studenti (ad esempio Giornate dell’Orientamento) e ci proponiamo di utilizzarli per accrescere il coinvolgimento diretto degli studenti su alcune tematiche, con sondaggi o concorsi online. Per quanto riguarda la ricerca, vorremmo invece potenziare l’utilizzo dei social media per avvicinare la tecnologia innovativa alla comunità della rete ed in qualche modo anche al mercato.

Il vostro utilizzo dei social network tiene conto anche delle prospettive di internazionalizzazione e della capacità di attrarre studenti stranieri nelle università italiane? Se si in che modo perseguite questo obiettivo sui social?
Abbiamo riflettuto a lungo sull’opportunità di produrre anche contenuti in lingua inglese per i social network, anche perché il Politecnico di Torino è molto attento all’internazionalizzazione e da anni prevede una comunicazione multilingue sul web. Al momento, però, la community che si è creata ha una localizzazione comunque in Italia e gli studenti, anche stranieri, riescono a fruire dei contenuti in italiano. Un discorso differente va fatto per gli studenti potenziali, che chiedono dall’estero informazioni in inglese e ai quali noi rispondiamo in inglese.