Studenti L'Aquila

Non è bastata la secca smentita del ministero dell’Istruzione a sedare la polemica sul taglio del 3,72 per cento ai fondi statali per l’Università dell’Aquila: un intervento che toglierebbe alle casse dell’ateneo due milioni e mezzo di euro. I rappresentanti dell’Unione degli universitari, che per primi avevano lanciato l’allarme, confermano il loro punto di vista e tornano a citare la lettera del decreto ministeriale numero 665 del 21 dicembre 2010.

In particolare, all’articolo 1 lettera b) il provvedimento a firma del ministro Mariastella Gelmini cita le “Istituzioni ad ordinamento speciale” e poi quattro atenei tra cui quello dell’Aquila, prevedendo “un’assegnazione pari a quella disposta nell’anno 2009, al netto degli interventi straordinari, ridotta del 3,72%”. L’Udu ricorda che la decurtazione del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) è verificabile cercando il testo del decreto sul sito del ministero.

Il provvedimento del ministro, spiegano i rappresentanti dell’associazione, ha “piena valenza giuridica e contabile, tanto da essere registrato alla Corte dei Conti e da essere in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale”. Agli studenti, dunque, non bastano le rassicurazioni del ministero, anche in relazione all’Accordo di programma con l’Università dell’Aquila che “congela” ogni taglio per venire incontro alle esigenze di un ateneo messo a dura prova dalle conseguenze del sisma di due anni fa.

L’Unione degli universitari chiede al ministro di intervenire “non con un semplice comunicato stampa, ma con atti ufficiali” per eliminare il taglio previsto dal decreto e dare così rassicurazioni al mondo accademico e ai cittadini dell’Aquila. E sulla polemica si innesta anche la campagna elettorale per il rinnovo a breve del rettore, con il professor Sergio Tiberti, docente di Medicina e membro del comitato scientifico dell’Istituto superiore di sanità, che attacca il rettore e parla di “balle cosmiche” in riferimento all’annuncio dei tagli.

In realtà pare che un provvedimento “riparatore” sia già stato adottato, almeno a sentire il rettore dell’ateneo, Ferdinando di Orio, che in un primo momento aveva protestato anche lui contro il taglio. Ora il rettore di Orio fa riferimento a un decreto direttoriale reso noto all’ateneo dallo stesso Miur in cui si integra un importo corrispondente a quello tagliato con il precedente decreto. In pratica, a sentire il rettore, il ministero dell’Istruzione ha reintegrato “di tasca propria” i fondi statali tagliati con il precedente decreto.