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Lezioni in podcast scaricabili online da qualsiasi luogo e direttamente sul telefono iPhone o sul lettore iPod. Il rapporto degli studenti con l’università cambia e la Apple non rinuncia neanche stavolta ad essere protagonista della rivoluzione tecnologica. Sempre più diffusa, soprattutto all’estero, è infatti l’adesione di importanti università alla sezione del sito iTunes dedicata proprio al mondo universitario.

Da qui, gli studenti di tutto il mondo possono scaricare lezioni e conferenze direttamente sui loro apparecchi mobili. La sezione esiste dal 2007 e secondo quanto riferito dalla Apple avrebbe raggiunto più di 100 milioni di download nel 2009. Un consenso importante, che ha avuto il duplice effetto di entusiasmare alcuni e preoccupare altri.

Si tratta sicuramente di una grande opportunità per un giovane che da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento può accedere alle lezioni di grandi università come quelle di Harvard, Oxford, Yale o Boston.  Ma se molti sono stati gli euforici di questo incontro tra università e tecnologia podcast, altri si sono interrogati sulle conseguenze a lungo termine di questo nuovo tipo di accesso alla conoscenza.

La domanda insomma è sorta spontanea: gli iPod sostituiranno le aule universitarie? Proprio questo si chiedeva una ricerca condotta a febbraio dalla State University di New York. La ricerca arrivava alla conclusione che gli studenti universitari apprendono meglio con i podcast perché hanno la possibilità di riascoltare le parti difficili della lezione.

Anche se l’apprendimento a distanza è spesso vissuto come una minaccia dall’università tradizionale, c’è da dire che la condivisione in rete di podcast di lezioni e conferenze elimina una serie di barriere, tra cui quelle geografiche e di tempo. Il sistema tradizionale di condivisione della conoscenza e le nuove tecnologie di trasmissione dei saperi, andrebbero intese quindi non tanto come alternative in conflitto quanto piuttosto come realtà complementari. D’altronde se non ci fossero aule, studenti e professori non ci sarebbe nemmeno materiale da caricare e scaricare in podcast.