pheme software anti-bufale su twitter

Le bugie, si dice, hanno le gambe corte. E presto potrebbero averle ancora più corte, almeno su Internet. Tutto merito di Pheme, un software “anti-bufale” messo a punto da ricercatori di cinque atenei, coordinati dall’Università di Sheffield. Per il momento la caccia alle menzogne parte da Twitter, ma non è da escludere che il sistema possa essere sviluppato per essere applicato anche ad altri social network.

L’idea di un software in grado di scovare le bufale che circolano sulla Rete risale ai riot di Londra del 2011. In quell’occasione, le manifestazioni di piazza e le proteste lasciarono sul campo purtroppo anche un morto, un ragazzo di colore ucciso dalla polizia. L’evento portò alla diffusione di molte notizie, ma anche di vere e proprie falsità. Distinguere bugia e verità, tuttavia, era davvero molto difficile, così un professore dell’Università di Warwick, Rob Procter, esaminò i cinguettii postati su Twitter alla ricerca di un metodo per scovare le informazioni fasulle.

Partì, insomma, una vera caccia ai tweet-bufala, diventata ispirazione per il lavoro di un team di ricercatori di cinque diverse università: Warvick, King’s College di Londra, Saarland in Germania e Modul di Vienna coordinate dall’Università di Sheffield. Lavoro che ha ricevuto perfino un finanziamento UE. Siamo per ora ancora nella fase preliminare della ricerca – al momento c’è solo la realizzazione di un prototipo di software- ma Pheme promette già grandi cose. In particolare, il programma sarebbe capace di analizzare i tweet in tempo reale, distinguere le notizie vere dalle notizie false, e impedirne la diffusione sui social media e sulla Rete in generale.

Alla base del funzionamento di Pheme ci sono algoritmi semantici che ‘capiscono’ il significato di ogni tweet e classificano i rumors online in 4 categorie: dalla controversia, all’informazione sbagliata, fino alla speculazione e alla disinformazione. Con tanto di analisi delle fonti, del background e dei ‘precedenti’, per smascherare quegli account creati per far circolare notizie false.

L’innovativo software anti-bufale sarebbe una sorta di macchina della verità per le notizie che circolano su Twitter. E, se dovesse dimostrarsi davvero efficace, Pheme potrebbe essere esteso anche all’analisi degli altri social network. Presto il web, da sempre ottimo mezzo per la loro diffusione, potrebbe diventare un luogo po’ meno ospitale per le notizie false.