petizione online contro abolizione test ammissione medicina

Come prevedibile, l’annuncio del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini di voler eliminare il test d’ingresso a Medicina – sostituendolo con un sistema analogo a quello francese – è diventato subito uno dei temi caldi nel mondo universitario. E dopo le reazioni positive di associazioni studentesche e di molti studenti, alle critiche di alcuni atenei si unisce ora una petizione online per il mantenimento dello status quo.

Pubblicata sulla piattaforma di petizioni online Change.org il 20 maggio, in meno di tre giorni la richiesta al ministro Giannini di tornare sui propri passi e non abolire il test d’ammissione a Medicina chiamata- “Mantenimento del test di ingresso ai corsi di laurea per le professioni sanitarie (Medicina e chirurgia)” ha già raccolto più di 500 firme.

Tra le ragioni addotte nella formulazione della petizione per il mantenimento del test, primeggia la volontà di una selezione onesta e trasparente, che non potrebbe essere garantita dall’abolizione “di un quiz obiettivo e non soggetto a preferenzialismi a favore di un sistema che dia completa discrezionalità al corpo docente”. Ma compare anche la preoccupazione del criterio di valutazione che i docenti potrebbero assumere per scremare l’alto numero di studenti al termine del primo anno, che potrebbe mutarsi in un “approccio terroristico“.

Altre criticità sono le stesse evidenziate dalle università: se il test d’ammissione a Medicina venisse cancellato e si optasse per un accesso libero al primo anno, con quali risorse – strutture, aule, docenti – i nostri atenei potrebbero fronteggiare i migliaia di aspiranti medici? E, se ci dovessero essere revisioni anche del numero chiuso, come il mercato del lavoro potrebbe assorbire il maggior numero di laureati, anche dati i continui tagli alle borse di specializzazione? Infine, sostengono i promotori della petizione, abolire il test di ammissione a Medicina sarebbe “una cocente ingiustizia nei confronti di chi si è preparato e ha superato il quiz”, tra sacrifici e alti costi per le famiglie legati anche alla graduatoria nazionale che ha visto molti studenti doversi spostare lontano da casa.