Roberto Straccia scomparso

Oltre 300 fiaccole si sono accese ieri pomeriggio a Pescara per Roberto Straccia, lo studente 24enne originario di Moresco (Fermo) che sembra svanito nel nulla da quasi una settimana. Non si hanno più notizie di Roberto da mercoledì scorso quando il giovane, iscritto alla facoltà di lingue dell’Università D’Annunzio di Pescara, è uscito per andare a correre senza telefonino e senza più tornare. Poche le ombre sulla vita di un ragazzo solare, studioso e sportivo (calciatore della Spes Valdaso), che proprio il giorno della sua sparizione aveva chiesto la tesi.

Nel pomeriggio di lunedì 19 dicembre oltre 300 persone hanno sfilato nel capoluogo adriatico dal porto turistico Marina di Pescara al monumento Nave di Cascella, passando per il ponte del Mare seguendo il percorso che solitamente compiva Roberto quando andava a correre. Insieme ai parenti e ai compagni di università, hanno partecipato alla fiaccolata moltissimi amici e conoscenti giunti dal paese natale del giovane, per alimentare le speranze del suo ritrovamento. “Roberto Straccia ti aspettiamo, non smetteremo di cercarti”, “Uniti per Roberto. Aiutateci” queste le scritte sugli striscioni in corteo.

“Qualcuno ce l’ha preso – ha detto la sorella Lorena – non pensiamo assolutamente che sia un allontanamento volontario. In questo periodo era particolarmente felice, aveva chiesto la tesi proprio mercoledì mattina”. Insieme ai genitori anche i compagni di studi lanciano il loro appello “Aiutateci a trovare Roberto, con tutti i mezzi ed in ogni modo. Vi chiediamo di tenere vivo l’interesse per questa vicenda, perché non passi inosservata”.

Nel frattempo le ricerche proseguono a 360 gradi, senza escludere nessuna pista. Gli inquirenti hanno sentito due ragazzi che su Facebook hanno raccontarlo di averlo riconosciuto come la persona decisamente smarrita che avevano incontrato in riva al mare.

Sulle tracce di Roberto Straccia, con i sommozzatori e il nucleo elicotteri dei Carabinieri, sono stati impiegati oggi anche i cani molecolari, già visti in azione nei casi di Yara Gambirasio e Melania Rea: il loro fiuto conferma che anche nel giorno in cui è scomparso il ragazzo avrebbe percorso l’itinerario consueto, le sue ultime tracce si perdono però all’altezza della Nave di Cascella. La famiglia esclude l’allontanamento volontario o il suicidio e pensa ad un rapimento. Ecco l’appello del padre.