Joe Paterno, coach storico licenziato dalla Penn State

Joe Paterno, 84 anni, una leggenda vivente del football. Per la prima volta da 46 anni a questa parte ieri il super-coach non sedeva sulla panchina dei Nittany Lions della Pennsylvania State University, che gli ha dedicato una statua fuori dalla stadio di casa. Paterno infatti è stato cacciato dall’ateneo per non aver denunciato il comportamento criminale del suo assistente Jerry Sandusky, coinvolto in una brutta storia di abusi sessuali nei confronti dei ragazzi.

Finisce così nel fango la lunga e onorata carriera dell’amatissimo coach e naturalmente i suoi ragazzi hanno perso ieri l’ultima partita in casa della stagione. Ma gli studenti non ci stanno. Nei giorni scorsi dopo la “cacciata” del coach hanno preso d’assalto le vie della città per manifestare la propria solidarietà a Paterno ed esprimere la propria rabbia degenerata presto in rivolta violenta: segnali stradali e lampioni abbattuti, lanci di sassi, il furgone di una emittente televisiva ribaltato. Ieri, dopo la sconfitta in campo, in molti hanno si sono radunati fuori dalla casa dell’allenatore, grande assente in panchina.

Paterno, dopo le vicende giudiziare a carico di Sandusky, assistente di Paterno dal 1977 al 1999 e accusato di aver abusato di almeno 20 bambini tra il 1994 e il 2009, aveva annunciato il ritiro a fine stagione ma l’ateneo ha posto fine anticipatamente alla carriera dell’amatissimo allenatore, allontanandolo immediatamente dall’ateneo subito dopo l’arresto di Sandusky avvenuto una settimana fa. Paterno infatti avrebbe riferito i comportamenti del collega alla polizia del campus e al direttore atletico, ma non alla polizia ordinaria. Questa l’accusa, insufficiente secondo i ragazzi: “non meritava di finire così”, dicono.

“Sono frustrata da come l’intera faccenda è stata usata dai media – spiega Amy, studentessa di informatica alla Penn State, al Times Leader –  penso che abbia avuto un peso sulla decisione dell’università”. “Rispetto Paterno non solo come allenatore di football – dice un’altra ragazza. È una vergogna”. “Spero che non sia così che la gente ricorderà Joe Paterno – dice Laura – E la reputazione dell’università va oltre lo scandalo”.