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“Senza l’amore, anche la scienza perde la sua nobiltà”. E’ con queste parole che Benedetto XVI ha affrontato il tema della ricerca e della tutela della vita al Policlinico Gemelli, durante i festeggiamenti per il cinquantesimo anniversario della facoltà di medicina e chirurgia. Accolto nel piazzale antistante l’Auditorium dal cardinale Angelo Scola, dal protettore vicario dell’Università Cattolica di Roma, il prof. Franco Anelli, e dal cardinale vicario Agostino Vallini, il Santo Padre è arrivato nella sede romana della Cattolica in elicottero.

All’evento erano presenti, tra i tanti, Gianfranco Fini, presidente della Camera, Nicola Zingaretti, presidente della Provincia, Gianni Alemanno, sindaco di Roma, e il ministro della Salute, Renato Balduzzi. “Con particolare gioia vi incontro oggi  per celebrare i 50 anni di fondazione della Facoltà di Medicina e Chirurgia del Policlinico Gemelli“, ha dichiarato Papa Ratzinger, davanti ad un pubblico numerosissimo. Al termine del suo discorso, tutte le autorità presenti sono salite sul palco per il tradizionale baciamano.

Nel pomeriggio, inoltre, l’Auditorium dell’ateneo ha ospitato la prima “Giornata per la ricerca“, promossa dalla facoltà di medicina e intitolata “Una vita per la ricerca, la ricerca per la vita”. Durante quest’occasione, gli esperti hanno riassunto le prospettive delle ricerche in corso presso il Policlinico: utilizzare le cellule staminali adulte del cervello per “riparare” circuiti nervosi danneggiati da malattie neurodegenerative come l’Alzheimer, le nanotecnologie per portare farmaci antitumorali nel “cuore” del male, e numerosi progetti di ricerca per la terza età.

Lo scopo del progetto è quello di sviluppare strategie alternative nella terapia contro i tumori aggressivi; tra gli altri obiettivi, anche la caccia alle staminali del cancro al cervello, per riuscire a tracciare l’identikit biomolecolare delle cellule intorno al tumore. Per il Santo Padre, la nostra è un’epoca in cui “le scienze sperimentali hanno trasformato la visione del mondo e la stessa auto comprensione dell’uomo”.

Giunge già al mezzo secolo l’istituzione romana che Agostino Gemelli, suo fondatore, volle intitolare a Giuseppe Toniolo. Come ha sottolineato lo stesso Scola, “la facoltà di medicina e chirurgia rappresenta da 50 anni un centro di indubbia qualità sotto il profilo professionale e della ricerca”. E a testimoniare il buon risultato dell’ateneo, c’è anche il numero sempre maggiore di studenti che intende ogni anno iscriversi ai corsi di medicina. Durante gli ultimi test di ammissione, avvenuti lo scorso aprile, erano ben 9.000 le aspiranti matricole che si sono presentate al Gemelli, mandando letteralmente in tilt il traffico della Capitale.