Studenti Pakistan

Studenti e docenti universitari protestato fianco a fianco in Pakistan contro la decisione del governo federale di affidare alle province la competenza relativa alla gestione degli atenei attraverso il decentramento delle attribuzioni finora delegate alla Commissione per l’istruzione superiore. Non è ancora chiaro quali funzioni della Commissione saranno gestite direttamente dalle province, ma gli universitari in agitazione segnalano il rischio di una riduzione dell’autonomia e della qualità dell’offerta.

I manifestanti segnalano come le province siano troppo inefficienti per assumere il controllo della materia. Prova ne è, spiegano, il livello scadente dei college attualmente sotto l’egida delle amministrazioni provinciali. Il timore, ora, è che anche le università finiranno per subire un calo degli standard in termini di offerta didattica e di qualità degli spazi.

La protesta è partita due settimane fa, per la precisione in 29 marzo, quando il Consiglio federale ha inserito l’istruzione superiore nel piano di decentramento con un emendamento costituzionale (noto come “emendamento 18″). Una decisione descritta dal comitato dei vice-cancellieri come a rischio di provocare “conseguenze disastrose” per il Paese e un passo verso il “collasso totale” del sistema dell’istruzione superiore nel Pakistan.

Il capo dell’attuale Commissione per l’istruzione superiore, Javaid Laghari, ha dichiarato a University World News che con il nuovo sistema una laurea conseguita in Pakistan “non sarebbe riconosciuta all’estero, in quanto le diverse province avrebbero norme diverse e non ci sarebbe uniformità della qualità nell’istruzione superiore”.

Laghari ha anche lanciato un allarme riguardo ai circa 5.000 studenti pachistani che svolgono attualmente gli studi di dottorato all’estero. Il rischio è che non rientrino nel Paese per le conseguenze del decentramento. Il loro vincolo giuridico a rientrare, che gli ha consentito di ricevere fondi dalla Commissione per i loro studi verrebbe meno con la provincializzazione e si avrebbe così una pesante perdita di cervelli. I fondi assegnati dalla Commissione per l’istruzione superiore li vincolano a stare in Pakistan almeno cinque anni prima di poter tornare a girare per il mondo, ma venendo meno il contraente questo “legame” con la madrepatria svanirebbe.

Il piano di decentramento ha sollevato importanti questioni di continuità nel finanziamento dell’istruzione superiore e il rischio di politiche contraddittorie tra le province e il governo federale. “Non esiste ancora una tabella di marcia”, ha detto Laghari. Alcune competenze della Commissione, come la valutazione e la cooperazione internazionale, sono state attribuite a un nuovo organismo federale, tutte le altre alle province.

Raza Rabbani, presidente della Commissione parlamentare per l’attuazione del diciottesimo emendamento, ha detto che gli studenti pakistani all’estero potranno continuare a ricevere i finanziamenti e le borse di studio da parte del governo federale. Ma, ha aggiunto, in futuro saranno le province a sostenere anche economicamente le esperienze di studio o di ricerca all’estero dei giovani pachistani.

Almeno due province hanno riferito rifiutato di assumere la responsabilità per l’istruzione superiore senza il sostegno finanziario aggiuntivo del governo federale. I partiti di opposizione si sono espressi contro la devolution e pare che della questione sarà investita la Corte Suprema, ma il rischio è che la Commissione resti in vita senza poter esercitare alcuna competenza.