paesi bassi professore licenziato per video porno

Doveva essere una serissima lezione di chimica, invece si è trasformata in una lezione “hard“. Ѐ quanto successo nei Paesi Bassi a un professore dell’Università di Wageningen, che – intento a guardare un video porno sul computer – si è dimenticato di staccare il cavo di collegamento con il proiettore, lasciando che le immagini scottanti fossero guardate dagli studenti. Una dimenticanza che gli è costata il posto di lavoro, proprio a un passo dalla pensione: l’uomo, infatti, è stato licenziato.

Un giorno, in particolare, il docente – professore di Chimica degli alimenti presso l’Università di Wageningen dei Paesi Bassi – ha deciso di tenere la sua consueta lezione, utilizzando un portatile, così da spiegare gli argomenti in programma tramite l’ausilio di alcune immagini. Una volta terminato, ha poi iniziato a guardare – ad aula vuota – un video porno, sempre utilizzando il proprio computer. Solo che ha dimenticato di scollegarlo dal proiettore, così il filmato è rimasto a disposizione di tutti assieme alla lezione del giorno. Questo perché in questa università dei Paesi Bassi è applicata una procedura particolare, per cui le lezioni vengono prima registrate e poi pubblicate sulla TV on line dell’istituto stesso.

Il docente è stato quindi licenziato perché uno studente del corso da lui tenuto si è collegato per prendere visione del video della lezione, trovandosi invece immagini di tutt’altro tipo e piuttosto imbarazzanti davanti agli occhi. La notizia del filmato porno ha così fatto il giro di tutta l’università, fino ad arrivare ai “piani alti” nonché alle autorità competenti, che poi hanno deliberato per il licenziamento del docente. Il professore di Chimica degli alimenti è stato accusato, oltre che di oscenità, anche di aver utilizzato un servizio pubblico per scopi strettamente personali.

“Non sarebbe potuta andare peggio di così, il proiettore era ancora acceso e le lezioni sono sempre registrate e poi messe on line. La schermata dello studente – ha spiegato un portavoce dell’università olandese sul The Sun – ha fatto un viaggio velocissimo finendo subito su Facebook e Twitter“. Nonostante le accuse, il professore licenziato e reo – sebbene involontariamente – dell’incidente “a luci rosse” si difende e replica: “Non ho visitato il sito di proposito e non sono abituato a lavorare con un computer portatile”.