Afghanistan, la missione diventa tesi

Dalla missione al reportage, dalla reportage alla tesi di laurea. È questo il percorso seguito da Giovanni Quattromini, che si è laureato nei giorni scorsi in Scienze della comunicazione all’Università di Padova discutendo una tesi sulla sua missione militare in Afghanistan.

Il laureato infatti è primo aviere scelto dell’Aeronautica militare italiana. 33 anni, origini pugliesi, Giovanni Quattromini è ora di stanza nella città del Santo e qui ha conseguito il proprio titolo di studio valorizzando la sua esperienza di militare in Afghanistan, documentata attraverso un diario personale tenuto fin dal primo giorno ad Herat. I giorni passati in terra afghana sono poi stati 130, tra luglio e novembre 2010, tutti puntualmente registrati su taccuino e computer.

Un’esperienza di oltre quattro mesi che si è trasformata in una vera e propria “immersione” nella cultura afghana ed è voluta essere l’occasione per lanciare uno sguardo privo di pregiudizi su questa terra martoriata dalla guerra e sul suo popolo. Attraverso la raccolta di dati e di interviste alla gente comune, così come ai militari impegnati sul posto prende forma nei quaderni di Quattromini un ritratto accurato della società afghana e dei suoi pilastri, che danno il titolo alla tesi di laurea: “Zan, Zar, Zamen”, ovvero donne, oro e terra, gli unici valori che permetterebbero “la realizzazione completa dell’uomo”.

Con il supporto dal professor Raffaele Fiengo, giornalista e docente di Tecniche del linguaggio giornalistico all’ateneo patavino, l’aviere Quattromini ha deciso di trasporre il suo diario personale in un vero e proprio reportage, corredato da interviste, approfondimenti e immagini fotografiche. Una tesi di laurea “sul campo”, dunque, che intende essere un esempio di giornalismo d’inchiesta in un territorio di guerra e che regala una visione forse non troppo conforme a quella che comunemente si ritiene debba essere la prospettiva di un uomo in divisa.