A Padova un patto contro gli affitti in nero

A pochi giorni dalla ripresa dei corsi universitari gli studenti fuori sede conoscono bene in che odissea possa trasformarsi la ricerca di un alloggio. E se la disponibilità di posti nelle residenze universitarie è costantemente inferiore alle richieste, una delle piaghe che affliggono il settore è quella degli affitti in nero: al Sud dicono che l’80 per cento degli appartamenti viene affittato senza contratto, ma anche al Nord il problema è consistente, tanto che a Padova Guardia di Finanza, Esu, Università e Amministrazione Comunale hanno deciso di correre ai ripari facendo fronte comune contro questa pratica illegale.

Un patto antievasione per contrastare il fenomeno degli affitti in nero che si sviluppa in due direzione complementari. Da una parte una azione sinergica di controllo per smascherare i proprietari di case che sfruttano gli studenti e non pagano le tasse, dall’altra la diffusione di un vademecum a disposizione degli studenti, con la guida Abitare a Padova.

L’Esu (Ente per il diritto allo studio patavino) metterà infatti a disposizione dei tanti studenti in cerca di casa un vero e proprio vademecum che spiega tutte le novità normative in materia: con l’introduzione della cosiddetta “cedolare secca” gli studenti possono denunciare una locazione in nero avendo in cambio la possibilità di ottenere un contratto regolare della durata di quattro anni, più ulteriori quattro, a un canone di locazione di molto inferiore al valore di mercato. La Guardia di Finanza ha inoltre attivato una corsia preferenziale per i ragazzi che vogliono chiedere informazioni o segnalare situazioni particolari attraverso una casella e-mail dedicata: helpaffitti.padova@gdf.it.

Ma attenzione, nemmeno gli studenti stessi sono immuni dai controlli. La morsa della Guardia di Finanza si stringe anche sui “finti poveri”, ovvero coloro che, senza averne diritto, hanno richiesto e ottenuto benefici economici e borse di studio scavalcando in graduatoria i veri bisognosi. A seguito dei controlli svolti in accordo con l’ateneo, infatti, le fiamme gialle hanno individuato uno studente con esenzione dal pagamento delle rette e borsa di studio che arrivava a lezione a bordo di una Porsche.