università bocconi

università bocconi

Parte un’inchiesta della procura di Milano sul pacco bomba ritrovato ieri semiesploso nei locali dell’Università Bocconi di Milano. Il pacco avrebbe a che fare con l’ordigno scoperto martedì sera presso il Centro immigrati di Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia. Secondo quanto diffuso dalle principali agenzie di stampa entrambe le azioni sarebbero state rivendicate, infatti, da un gruppo di matrice anarchica, la Fai, Federazione anarchica informale.

Le motivazioni del gesto relativo all’ordigno ritrovato alla Bocconi sono contenute nel volantino inviato dai responsabili dell’operazione al quotidiano “Libero”.

Lotta al capitalismo, alla ricchezza e al potere, “indignazione morale” per la costruzione di Centri di identificazione ed espulsione intesi come moderni campi di concentramento. La minaccia: chiudere i Centri di identificazione o “inizierà a scorrere il sangue dei padroni”. Questi i contenuti del volantino diffusi dall’agenzia di informazione Adnkronos.

Il volantino, parlava di un pacco contenente 2 chili di dinamite, informazione smentita poi dalla polizia, che secondo quanto riportato dall’Ansa “ha repertato circa un chilo di un composto che potrebbe essere simile alla dinamite”.

La procura di Milano ha aperto un’inchiesta contro ignoti per far luce sulla vicenda, si resta in attesa in giornata dell’informativa della Digos che riassuma i particolari.