selfie eletta parola dell'anno dalla oxford university

Deriva dal mondo digitale e in quest’ultimo anno ne è stato fatto un uso esponenziale: si tratta del termine selfie, eletto parola dell’anno 2013 dai lessicografi dell’Oxford University. Ufficialmente sta a indicare “l’autoscatto fatto usando uno smartphone o una webcam e poi pubblicato nella Rete”, ed è una pratica diffusa soprattutto tra gli adolescenti e tra i frequentatori più assidui dei social network, che sicuramente ne hanno favorito con il passare del tempo una diffusione sempre più rapida ed estesa.

Selfie” è stata eletta parola dell’anno non tanto per una scelta estetica, ma in seguito a un ben preciso studio scientifico: su circa 150 milioni di vocaboli dell’inglese corrente, infatti, i ricercatori della Oxford University hanno osservato un incremento dell’utilizzo di questo neologismo tipico dei social network pari al 17mila per cento rispetto all’anno scorso: “Il vero boom – spiega Judy Pearshall, direttore editoriale di Oxford Dictionaries – si è verificato nell’ultimo anno quando selfie è stato adottato dai maggiori media“.

Tale parola ha fatto la sua primissima comparsa nel 2002, più precisamente all’interno di un forum di discussioni australiano. Ma non ci è voluto molto tempo perché progressivamente si diffondesse in tutto il mondo, entrando a far parte a tutti gli effetti del gergo giovanile. La sua enorme diffusione è stata di certo coadiuvata dallo sviluppo delle nuove tecnologie e non si è verificata solo sul web, ma anche su tutti gli altri canali di comunicazione. Tanto da permetterne oggi l’elezione come parola dell’anno, battendo tante altre stranezze lessicali.

“Selfie”, ovvero la tendenza a immortalarsi in pose solitarie con espressioni accattivanti o spiritose e in luoghi di ogni tipo, dalle palestre alle camere da letto, è stata preferita dai lessicologi della Oxford University ad altri insigni candidati, come il termine twerk, che nasce dalle performance a luci rosse di Miley Cyrus, l’ex Hanna Montana, o il vocabolo binge watch”, che indica il guardare troppa televisione, soprattutto le serie tv.