Oxford University

Gli atenei britannici, come del resto tutto il settore accademico europeo, sono a corto di fondi e per fare cassa aumentano le rette. Il problema vale anche per i più prestigiosi, tanto che la Oxford University ha addirittura deciso di vendere il suo blasone a un mobilificio di Pechino. E non solo per fornire mobili da usare all’interno delle sue strutture accademiche.

D’ora in poi chiunque potrà arredare la propria casa con una libreria (da 3.800 sterline) che porta il nome della celebre Bodleian Library, la biblioteca di Oxford, la più grande e più ricca biblioteca universitaria d’Europa. L’offerta di arredi targati Oxford è decisamente ampia: c’è anche una scrivania di cuoio marocchino rosso intitolata a John Radcliffe, che fu il medico personale di re Guglielmo II e anche lui un frequentatore dell’illustre ateneo. Costo del prezioso scrittoio: 1.700 euro.

L’iniziativa, c’era da aspettarselo, ha fatto storcere il naso a tanti. Professori e personale dell’ateneo hanno definito la linea di mobili volgare e inadeguata, per non dire non autorizzata. Il giornale ha detto che Halo, l’azienda cinese che producei mobili “a marchio”, è in trattativa per vendere la linea ad Harrods, John Lewis e Selfridges, tutti rivenditori del Regno Unito. Si prevede anche di distribuire la nuova linea in Cina, dove i consumatori ricchi hanno il gusto per la “tradizione”.

Ma i vertici dell’ateneo sembrano sentirsi poco al sicuro in questo periodo di crisi. Ed evidentemente riuscire a rimanere una università di élite in termini di ricerca, docenti e apparecchiature non gli è bastato l’aumento delle rette universitarie, portate da 3.000 a 9.000 sterline l’anno (circa 11 mila euro), più i finanziamenti statali e le massicce donazioni che riceve da benefattori che sono spesso ex-alunni.

Le accuse di svendere il blasone e l’identità dell’ateneo e della sua tradizione erano state mosse due anni fa anche alla Harvard University. L’ateneo statunitense aveva ceduto il marchio a una ditta di abiti in cambio di cospicui finanziamenti: a due anni di distanza l’ateneo continua a primeggiare nei ranking mondiali e non si vedono segnali di decadimento. In più, il suo logo è propagandato su maglie e accessori di molti giovani in tutto il mondo.