Napolitano a Oxford

Per il suo 86esimo compleanno il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto ieri un regalo davvero speciale: un dottorato ad honorem dal prestigioso ateneo di Oxford. Il titolo accademico, in legge, è stato conferito oggi tra le storiche mura dello Sheldonian Theatre, nel celebre college britannico, con una cerimonia solenne che accanto a Napolitano ha avuto per protagonisti altre sette personalità legate al mondo della scienza, delle lettere, del diritto e della musica.

Una cerimonia dal sapore italo-britannico, in cui le note nostrane dell’inno di Mameli si sono mescolate con quelle di “Yesterday” dei mitici Fab Four: tra i neo “dottorati” infatti c’era Sir George Martin, che dei Beatles ha prodotto quasi tutti i dischi. E poi due premi Nobel e il giudice sudafricano Edwin Cameron.

In platea anche l’ambasciatore italiano a Londra Giorgio Economides e il rappresentante di Gran Bretagna a Roma Christopher Prentice, ma in un giorno tanto solenne non potevano mancare la moglie Clio e il figlio Giulio al fianco del presidente Napolitano, che si è mostrato commosso nel ricevere il dottorato in legge “cum diploma”, ovvero quello riservato ai capi di Stato.

”Perché nella sua giovinezza ha combattuto contro la tirannia e per la libertà del suo Paese, perché è rimasto calmo e incorruttibile nonostante le circostanze critiche, è stato eletto cinque anni fa con un’approvazione generale, ha guidato i suoi cittadini con mani giudiziose e noi, ammirando la sua sagacia e cultura, gli conferiamo il dottorato nella nostra in Diritto civile”. Queste le parole con cui il Cancelliere ha motivato (in latino) il titolo onorifico concesso al primo cittadino d’Italia.

E proprio al Belpaese sono dedicate le parole di Napolitano che dalla Gran Bretagna, dove ieri mattina aveva anche incontrato i dottorandi e i docenti del dipartimento di Italianistica di Oxford e due giorni fa è stato ricevuto a Londra dalla regina Elisabetta, perora la causa patria: “Non nascondiamo i problemi ma ce la faremo. L’Italia merita per la sua lunga storia la fiducia degli amici e degli alleati europei”, poi un pensiero ai giovani “un’energia formidabile per far rivivere nel futuro il nostro grande passato”.