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L’Università di Oxford non si è mai mostrata tanto aperta ai movimenti gay e trans, ma adesso a sorpresa rivoluziona il suo “dress code”: ben presto saranno ammessi gonne e collant anche per i maschi, durante gli esami e le occasioni più formali. Tale decisione è stata presa “per rimuovere qualsiasi riferimento al genere, in risposta – spiega un portavoce del famoso ateneo britannico – alle preoccupazioni sollevate dal sindacato degli studenti di Oxford riguardo alla salvaguardia degli interessi degli studenti transgender”.

Finora le severe regole di abbigliamento oxfordiane hanno previsto abito scuro, cravattino bianco, scarpe e calzini neri per gli uomini; gonna o pantaloni scuri, camicia bianca, calze nere e un nastrino nero legato attorno al collo per le donne. Una tradizione da rispettare sia durante gli esami sia nel corso degli impegni accademici sociali: fino a oggi, chi non si è attenuto alle regole ha rischiato dalla sospensione temporanea, la cosiddetta “rustication”, all’espulsione definitiva. A essere più a esposti, per ovvie ragioni, gli studenti trans.

 

Visto che i trans – termine con il quale si intendono indicare sia travestiti sia soggetti confusi riguardo al proprio genere sessuale – rischiano sanzioni piuttosto severe se scoperti ad indossare sotto la toga abiti non previsti dal “dress code”, il consiglio accademico dell’Università di Oxford ha deciso finalmente di abbattere qualsiasi tipo di differenza tra maschi e femmine. In particolare, tale decisione è stata presa in seguito a una mozione della Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Queer Society, approvata dal sindacato studentesco. Le nuove regole dovrebbero entrare in vigore la prossima settimana.

Un grande passo avanti quello compiuto dall’ateneo britannico, che finora si è contraddistinto per la severità dei suoi regolamenti e la scarsa apertura al mondo dei gay e dei trans. Basti pensare che il primo Gay Pride ospitato risale appena al 2003 e che solo tre anni fa è stata rilasciata un’autorizzazione affinché i transgender dello staff formassero un’organizzazione. Tutto ciò, nonostante in passato l’università abbia vantato celebri alunni gay, uno su tutti Oscar Wilde, e oggi abbia una popolazione studentesca abbastanza aperta alle sperimentazioni sessuali.