Accesso all'Ordine dei Giornalisti

Laurea, tirocinio ed esame di stato per tutti: novità in vista per chi intende intraprendere la carriera di giornalista. Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha approvato infatti la settimana scorsa le linee guida per la riforma dell’ordinamento, anche alla luce delle novità introdotte dalle legge 148/2011 e dalle direttive europee che prevedono che l’accesso agli albi professionali sia soggetto ad esame di Stato.

Una condizione questa che avrebbe messo in discussione l’esistenza del più numeroso dei due elenchi giornalistici, quello dei pubblicisti, salvato in corner proprio dalla riforma in cantiere.

Con queste linee guida l’Ordine intende aprire un tavolo di confronto con il governo in tema di riforma. “Non tutti gli ordini professionali sono contro le scelte del governo – spiega il segretario del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Giancarlo Ghirra - I giornalisti hanno scelto la strada del confronto, anzi, della proposta di una riforma condivisa“.

Ma cosa cambierà in concreto nell’accesso alla professione? L’albo rimarrà unico, così come continueranno ad esistere due elenchi distinti per professionisti e pubblicisti. Se però oggi i percorsi per l’accesso ai due elenchi sono distinti, in futuro giornalisti professionisti e pubblicisti condivideranno lo stesso iter di accesso, che prevede il possesso di un titolo di laurea,  lo svolgimento di un tirocinio di 18 mesi e il superamento dell’Esame di Stato. Al termine sarà il neo-giornalista a scegliere l’albo di appartenenza, in base alla esclusività della professione.

Diventerà dunque necessario per tutti possedere una laurea, così come previsto (per i professionisti) dalla proposta di legge già approvata lo scorso anno dalla commissione cultura della Camera. Cambiano anche le forme di tirocinio contemplate, che ampliano le possibilità di accesso e che saranno comunque definite in un regolamento.

In linea di principio le forme individuate potranno essere: il tradizionale “praticantato aziendale, frequenza master dell’Ordine, compiuta frequenza di corsi universitari specialistici post laurea in giornalismo, sistematica collaborazione equamente retribuita a testate giornalistiche”. Resta inteso che chi ad oggi è già iscritto ad uno dei due elenchi dovrebbe potervi rimanere, indipendentemente dai nuovi requisiti.