rettorati occupati luglio 2010

onda assemblea sapienza 2009

Il ddl Gelmini va ritirato immediatamente. Così hanno concluso i partecipanti all’assemblea nazionale dell’Onda, il 20 novembre a Roma. Più di cinquecento tra studenti e ricercatori precari, provenienti da tutta Italia e riunitisi nella facoltà di scienze politiche de La Sapienza, hanno ribadito di non voler pagare la crisi economica e di voler invece riappropriarsi del futuro, che per diritto spetta loro.

A un anno dalla nascita del movimento ricomincia dunque la mobilitazione degli universitari. Stavolta al centro ci sono ricerca e welfare. Su questi due punti cardine faranno leva le prossime manifestazioni in programma a cominciare da dicembre.

Aumento della precarietà, indebolimento della partecipazione e del diritto allo studio, privatizzazione della conoscenza, inasprimento dei conflitti tra ricercatori precari, valorizzazione inadeguata del merito. Questi i nodi critici del ddl Gelmini individuati dagli studenti e dai precari dell’Onda.

Le prime forme di mobilitazione saranno a carattere territoriale e si svolgeranno il 2 dicembre. Le manifestazioni continueranno la settimana successiva, con l’adesione allo sciopero generale della conoscenza indetto dai sindacati per l’11 dicembre. «Vogliamo generalizzare lo sciopero e assediare il Ministero, a partire dalla mobilitazione già lanciata dai coordinamenti e dai precari delle scuole e dai sindacati» si legge nel documento conclusivo dell’assemblea nazionale.

Nei programmi della nuova Onda anche l’assedio del Parlamento in concomitanza con il calendario di discussione e votazione del ddl. Inoltre, per marzo è prevista una manifestazione nazionale a Roma. La grande mobilitazione di marzo sarà volta a difendere e rilanciare il mondo della conoscenza e a rivendicare un nuovo sistema di welfare in grado di assicurare continuità di reddito per tutti e un accesso alla mobilità, alla casa e ai servizi.

«L’attacco all’Università al quale stiamo assistendo è parte di un’aggressione più generale, tanto più anacronistica proprio perché cade nel pieno del fallimento delle politiche di smantellamento dello stato sociale condotte negli ultimi tre decenni» dicono infatti studenti e precari nel documento conclusivo dell’assemblea di fine novembre. Quella emersa è proprio l’esigenza di un welfare che sia in grado di sostenere le sfide del presente.