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Non si tratta di un caso isolato quello verificatosi alla Bocconi di Milano nei giorni scorsi in cui un ragazzo omosessuale é stato aggredito verbalmente e minacciato, ma di certo l’Università sperava in una sensibilizzazione a tappeto degli studenti.

Dopo aver finanziato iniziative per la messa al bando di comportamenti discriminatori, omofobi e violenti, l’ateneo di Milano si trova a dover fare i conti invece con una denuncia dell’associazione Best (Bocconi Equal Student) per l’aggressione di uno dei suoi componenti.

“Gli hanno urlato “omosessuale, frocio e ricchione”” ha riportato testualmente la studentessa che presiede l’associazione, Giulia Tagliaferri, che ha fatto un chiaro resoconto dell’accaduto. Il giovane aveva infatti sorpreso dei ragazzi che strappavano manifesti delle loro iniziative, in particolare della Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, e nel chiedere spiegazioni si é sentito urlare e minacciare.

Non contento, il gruppetto di violenti si é poi impegnato in una opera di imbrattamento dei manifesti ancora integri con scritte che non lasciavano spazi all’immaginazione sui loro atteggiamenti omofobi.

Episodio molto simile quello accaduto sempre a Milano ma alla Statale lo scorso anno, a cui seguì poi l’emissione da parte dell’ateneo di un codice etico di comportamento destinato alle imprese appaltatrici per poter prestare i propri servizi all’interno dell’ateneo.

Immediata la reazione della presidenza Bocconi, che ha inviato una lettera a studenti, professori e personale, firmata dal rettore Guido Tabellini e dal consigliere delegato Bruno Pavesi. Questo il testo: “Crediamo che all’interno della nostra comunità sia necessario riflettere su questi gravi comportamenti di intolleranza. Pur nella certezza che si tratti di singoli e isolati casi, ci preme ricordare a tutti che far parte della comunità bocconiana significa prima di tutto condividere i nostri valori, a partire da quelli di libertà d’espressione, valorizzazione della diversità, etica e solidarietà”.