Obama hampton ipod istruzione

Obama hampton ipod istruzione

Scuola, università e formazione, questa la ricetta di Obama contro la crisi per garantire al Paese di essere competitivi. Barack Obama ha rivendicato nel suo discorso agli studenti della Virginia il primato dell’educazione e dei libri sull’iPod, simbolo ormai dei dispositivi tecnologici per eccellenza di uso comune negli studenti.

Tutto questo davanti a oltre 1.000 laureandi della Hampton University, dichiarando esattamente che “l’iPod, l’iPad, l’Xbox e la Playstation possono divenire una forma di intrattenimento piuttosto che di emancipazione”, quasi paventando un rischio di allontanamento dall’istruzione tout-court all’interno delle ultime “avanguardie” nel campo della comunicazione.

“Nel ventesimo secolo – ha aggiunto il Presidente – un diploma era un’assicurazione per un buona vita nella classe media. Ora il mercato richiede almeno una laurea”, ricordando come il tasso di disoccupazione sia infatti decisamente più elevato fra coloro che non sono andati al college piuttosto che fra coloro che lo hanno frequentato.

Una verità inconfutabile sebbene arrivi nei tempi di una congiuntura economica sfavorevole soprattutto per la fascia dei giovani, e ancora “L’ambiente mediatico ci bombarda con ogni tipo di contenuto su tutti gli argomenti e talvolta – spiega – rende difficile arrivare alla verità. E questo aumenta la pressione non solo su di voi ma sul nostro paese e sulla nostra democrazia”.

Una esortazione puntuale quella di Obama, che parla ai ragazzi dell’Università dell’Hampton in uno dei momenti di massima stanchezza per i giovani in cerca di occupazione, tentati sempre più di volgere il più rapidamente possibile lo sguardo al mondo del lavoro piuttosto che una formazione qualificata.

Tuttavia il Presidente sembra per un momento aver dimenticato la sua natura e “genesi” di presidente web 2.0 percorsa attraverso l’inaugurazione di una campagna elettorale all’insegna della comunicazione interattiva senza precedenti nella storia dell’umanità, liquidando come “distrazioni”, forse in chiave provocatoria, strumenti innovativi non solo per l’intrattenimento ma, come è noto, anche per l’educazione.